AIKIDO BAMBINI

E ADOLESCENTI

"...in altre parole, prima di arrivare a decidere insieme quali tecniche fare in un corso per bambini, forse è il caso di capire qual'è il fine e qual'è il contorno..." 

Simona Zambone    

I corsi di Aikido rivolti ai bambini nella associazione Shisei sono, ad oggi, sette (a cui si aggiungono tre corsi rivolti ad adolescenti) per un totale di 130 bambini circa e sono nati per "caso", chiesti dall'esterno, forse più di quanto proposti dalla associazione stessa. Questo rincorrere un po' esigenze esterne, o situazioni, opportunità definite prevalentemente dalla fortuna, è dovuto ad una pratica -l'aikido- che spesso non ha chiaro, per noi, obiettivi e principi di fondo. Prima di giungere a riflettere slille finalità e sulle modalità di realizzazione di questa disciplina rivolta ai bambini, ritengo che vi sia da pensare al perchè di una pratica di questo tipo... per noi adulti innanzi tutto: voglio imparare a difendermi! Voglio essere fisicamente più tonico! Mi piace stare con gli amici! Voglio essere il migliore, qui ci riesco, se gioco a, pallacanestro no! Poi voglio migliorarmi....Ecco le possibili risposte.

Non credo sia obbligatorio per tutti pensare all'aikido nei termini di una chiarezza che va ricercata ed affermata, per fortuna è lecito anche rispondersi mi diverto e basta...

Mi viene da pensare che forse è meglio una pratica serena nel profondo piuttosto che una "spessa" di contenuti teorici e che poi si consuma, nel confronto con gli altri come una partita di pig-pong. La mancanza di una definizione delle finalità, degli obbiettivi della nostra pratica,ritornando all'assunto iniziale, che non sia mero elenco delle "cose" che l'aikido deve essere per chi ci vede e ci chiede informazioni se può non essere grave per un praticante, non può non esserlo per un istruttore e non può non esserlo per un istruttore di Aikido per bambini ...come faccio ad orientare il mio intervento educativo, da istruttore, se non so in quale mi ambito mi muovo? E soprattutto, se il mio insegnamento parte da una mia personalissima esperienza e sensibilità, come faccio a comunicare, a relazionare con altri che -forse- hanno un diverso mondo nella mente?

In altre parole, prima di arrivare a decidere insieme quali tecniche fare in un corso per bambini, forse è il caso di capire qual'è il fine e qual'è il contorno... o anche se il Dojo finisce prima o ingloba nel suo universo gli spogliatoi, l'ordine degli zori... se per gli adulti è chiaro, ma non so quanto new age, per i bambini è sostanziale rapporto con lo spazio, con le priorità: ma a casa i giocattoli chi li mette a posto? Insomma prima delle cinture, prima delle tecniche, io credo che ci sia l'insegnante il gruppo di insegnanti che deve risolvere, per esempio i seguenti quesiti:

 

I CASO

Enzo sei anni disturba moltissimo gli altri, picchia e pizzica gli altri bambini l se dopo aver provato a coinvolgerlo in vari modi non riesco afarlo interagire con gli altri cosa faccio:

-1 Sta fuori dal tappeto e fa 20 salti dell'orso

-2 Sta fuori dal tappeto ma può decidere, dopo unpo' , quando rientrare

-3 Lo minaccio di dire tutto a sua madre

-4 Vado a casa io

-5 Lo meno tanto è una lezione di Aikido!

II CASO

Arrivano padre e bambino in palestra, il bambino è timido e il padre vuole che diventi un picchiatore...

-1 Suggerisco al bambino di fare nuoto

-2 Spiego che cosa è I'aikido per appassionarlo -il bambino- in modo che acquisisca sicurezza e impari a difendersi .....dal padre

-3 Dico che I'aikido è uguale alla boxe tailandese, i guantini si mettono più tardi.

 

III CASO

La mia lezione si traduce in un caos tremendo, i bambini urlano e si fanno i fatti loro

-1 Chiedo aiuto ai pompieri

-2 Me ne faccio una ragione i bambini sono

troppi

-3 I bambini sono bambini.

 

IV CASO

Una bambina che viene a lezione da tempo, ha fatto un occhio nero ad un suo compagno di classe.

-1 Sono compiaciuta penso: gliel'avessi fatto io!

-2 Sono i miei Allievi! la prossima volta oltre al pugno nell'occhio negare sempre

-3 Chiedo spiegazione all'allieva minimizzando l'accaduto e verificando che si tratti di "legittima difesa"

-4 Regalo un mese di Aikido al bambino con l'occhio nero.

Scherzi a parte, i casi vorrebbero ribadire il concetto che se non so come pensarlo questo Aikido rivolto ai bambini o ai giovani, come faccio a trovare una coerenza nel mio comportamento? Nella pratica adulta il ruolo dell'insegnante è per lo più di istruttore tecnico, e la crescita e il miglioramento individuale si gioca nello scambio tra Tori ed Uke, tra due persone ...il ruolo di un insegnante per bambini jn che misura è diverso? Chi insegna ai bambini sa che arrivare ad insegnare la tecnica e vedere i bambini che si esercitano, è espressione di armonia e risultato di una stima dei bambini nei confronti del "maestro": i bambini vogliono bene al loro insegnante,si divertono e per tutto questo lavorano sulle tecniche... I bambini vedono nell'adulto insegnante, un adulto simpatico, non del tutto "adulto" e, se possono, lo rimproverano di essere un po' bambino -ma loro lo amano così- mi sto addentrando, insomma, in riflessioni profane, ma sincere; spero che l'appello ad una riflessione per definire I'aikido ed in particolare quello rivolto ai bambini ed ai giovani venga sentito da qualcuno.

 

P.S.

In Francia I'aikido per bambini è una grande realtà organizzata, con riunioni di formazione specifiche, programmi e ricchezza di contributi e riflessioni, come associazione shisei abbiamo contatti che ci consentiranno nel corso di questo anno di portare a Torino un'insegnante di Aikido per bambini per raccontarci l'esperienza-francese.Tutto ciò è ovviamente a disposizione di chi è interessato come noi al sommerso mondo dell'Aikido bambini.

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