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1-
Nell'ambito della programmazione scolastica che ruolo può rivestire
l'Aikido?
E'
possibile affermare che nell'ambito dell'Educazione Fisica non deve essere
solo considerato un'aggiunta alla programmazione ma essere in essa
integrato. Infatti questa disciplina sportiva concorre ampiamente a
sviluppare le qualità fondamentali e neuromuscolari e a favorirne il
pieno sviluppo, attraverso la ricerca di un buon equilibrio. Quest'attività
(compresa fra le arti marziali) contribuisce ad aiutare i ragazzi ad
integrarsi nel gruppo, a socializzare e ad arrivare ad una
"formazione" umana sia sul piano del carattere sia su quello
morale (preparandolo alla vita adulta ).
Attraverso un lavoro metodico, serio e costante è constatabile che si è
in grado di raggiungere:
-coordinazione
mente-corpo, secondo alcuni principi di coordinazione (pur esportando
l'attenzione verso quelle parti del corpo necessarie allo sviluppo di
quella specifica progressione che si sta mettendo in atto e dando ad essa
la necessaria "potenza e morbidezza" richiesta in quel preciso
momento.
-rilassamento, al fine di giungere ad ottenere stabilità e armonia,
altrimenti sconosciute e inaccessibili ( questo obiettivo trasversale sarà
poi adattabile ad altre discipline o aspetti della vita ).
2
-Nell'ambito dell'educazione fisico-motoria, quali sono gli obiettivi
dell' Aikido?
Il suo obiettivo specifico (inteso come mezzo di formazione in ambito
scolare) è
di far conoscere l' Aikido,le sue valenze educative e come esso possa
diventare realmente strumento di formazione per il ragazzo. Il ragazzo
attraverso la pratica seria potrà:
-accrescere le conoscenze del proprio corpo ( Tutte le proposte di lavoro
presentate hanno lo scopo di mettere il ragazzo in grado di muoversi con
il proprio corpo nello spazio, con disinvoltura e sicurezza, sentendosi a
proprio agio in qualsiasi situazione in qualunque momento. Lo aiuterà
anche a liberarsi dalle preoccupazioni e dalle paure di dover affrontare
improvvise situazioni di confronto e prestazioni che l'agitazione potrebbe
rendere difficili. L'acquisizione delle abilità proposte saranno il
frutto di un lavoro graduale, ripetitivo, ma non per questo monotono ).
-Saper
dosare lo sforzo necessario ad un determinato esercizio senza utilizzarne
"di
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più o di meno" dello stretto necessario.
-Saper relazionare con ogni persona con la quale si mette in atto una
"tecnica" dell' Aikido valutando la sua forza e la conseguente
"quantità" di sforzo necessario per opporsi a questa
(integrandosi e confrontandosi con un compagno attraverso le tecniche, il
ragazzo ottiene ulteriori informazioni su di sé e ciò non può che
stimolare il bisogno di sviluppare te proprie competenze, sia sul piano
motorio sia su quello sociale, al fine di raggiungere gli obiettivi che si
sono prefissati. Quando le "competenze vengono acquisite in
situazioni di piacevole coinvolgimento attivo, l' Aikido non perde la sua
caratteristica principale che è il piacere. Per il ragazzo della scuola
media questa disciplina deve essere un "gioco", un'esperienza da
condividere con i suoi compagni, dove la cooperazione e la collaborazione
stanno alla base di tutto il lavoro.
-Relativizzare il concetto di "se" in rapporto agli altri.
-Acquisire un atteggiamento consapevole, non
egotico.
-Saper affrontare le difficoltà che si presentano con calma e serenità.
3 -L' Aikido è praticabile e proponibile a tutti?
Osservando con gli occhi di un educatore le lezioni di Aikido, si può
affermare che tale disciplina sportiva è adatta a tutti ed in particolare
grande vantaggio ne possono trarre coloro che hanno maggiori difficoltà
di relazione con gli altri conseguenza di una confusa considerazione di sé.
...e per i portatori di handicap?
Anche i portatori di handicap, attraverso la ripetizione metodica e
costante di semplici gesti dell 'Aikido,riescono a raggiungere notevoli
progressi. Tali progressi sono il risultato di un'azione educativa, frutto
di molteplici esperienze, spontanee o proposte, qualsiasi sia la loro
riuscita ( anche gli insuccessi possono essere proficui ). Un ruolo
fondamentale per questi ragazzi è quello rivestito dall'insegnante e dal
" Maestro " il quale dovrà sempre porsi in relazione con il
ragazzo, adattandosi al livello fisico e mentale dell'allievo stesso
supportato da una inesauribile e costante disponibilità (qualità
quest'ultima insita nei principi della disciplina ).
prof.ssa
Nicoletta Finazzi
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