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Bokuden nacque nel 1490 quando il Giappone era nel pieno della sua era feudale.
Imparò la scherma da suo zio Tsukahara Tosanokami Yasumoto. Suo zio iniziò gli insegnamenti quando Bokuden aveva 12 anni.
Bokuden aveva un motto per il quale viveva e che fu ovviamente una delle concause che lo portarono ad essere considerato il più grande spadaccino della storia. Era, infatti, un motto che i moderni
“motivazionisti” potrebbero aver adottato: “Essere consapevoli rende possibile qualsiasi cosa. Di conseguenza niente é impossibile.”
Bokuden scrisse il testo composto da 100 waka sul kenjutsu "Bokuden Ikun Sho". Il waka é una poesia di 31 sillabe divise in 5 righe con una forma di 5-7-5-7-7. Questo stile era solitamente usato per la poesia di morte dei samurai che veniva scritta subito prima di fare
seppuku.
Lo stile di kenjutsu che Bokuden fondò si chiama Kashima Shinto Ryu (considerato uno dei più antichi stili di Kenjutsu del Giappone) é diventato uno degli stili di scherma più popolari del Giappone ed ha preso, ora, il nome di Katori Shinto
Ryu.
E` scritto che Bokuden abbia combattuto e vinto più di 100 duelli e che abbia battuto più di 250 altri spadaccini nelle 37 battaglie alle
quali prese parte mentre serviva il Daymo della provincia
Awa.
Bokuden era figlio di un prete dell’antico
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tempio
Kashima, uno dei due templi dedicati a Fudo Mio, il dio delle arti marziali.
Tsukahara Bokuden (1490-1572) era il classico cavaliere errante. Ricco gentiluomo, viaggiò per tutto il Giappone, spesso seguito da un numeroso entourage, in cerca
di avventura. Naturalmente la trovò spesso. Molte colorite ed essenziali storie che coinvolgono Bokuden si trovano nel libro di D.T. Suzuki “Lo Zen e la cultura giapponese”. Una di
questa racconta di quando Bokuden, all’epoca già riconosciuto maestro di spada, fu sfidato da un maleducato furfante. Quando interrogato su quale fosse il suo stile di scherma Bokuden rispose “Lo Stile Nessuna Spada”. Il furfante
scoppiò a ridere e sfidò Bokuden a combattere senza la spada. Bokuden accettò ma chiese al villano di spostarsi su un’isola vicina per evitare di provocare disturbo agli altri. Il mascalzone accettò ma quando saltò dalla barca sulla spiaggia dell’isola scelta per il duello e sguainò la sua spada, Bokuden spinse indietro la barca lasciando l’attonito mascalzone solo sull’isola
spiegandogli “Questo è il mio Stile Nessuna Spada” La morale di questa storia non é la mente che vince sui muscoli, semplicemente Bokuden rispettava la troppo spada per usarla per risolvere una futile disputa. Tsukahara Bokuden vedeva la spada come uno strumento per raggiungere la perfezione personale e non l’avrebbe mai sguainata a meno di raggiungere questo obiettivo.
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