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L'antologia
del Man'yôshû, la prima grande antologia poetica e uno dei momenti
massimi della storia della letteratura giapponese, fu scritta attorno alla
metà dell'VIII secolo e contiene oltre 4500 poesie, di cui la gran parte
poesie brevi scritte tra il VII e l'VIII secolo. Vi sono rappresentati 561
poeti di cui 70 donne, ma circa un migliaio di poesie sono di anonimi. La
lingua e la scrittura sono arcaiche e hanno impegnato l'abilità dei
filologi per generazioni. La scrittura, in particolare, presenta delle
caratteristiche molto peculiari in quanto uno dei primi tentativi di
scrittura della lingua giapponese con i caratteri cinesi. La complessità
della scrittura del Man'yôshû, infatti, non ha confronti con
nessun'altra opera di nessuna epoca in Giappone. Tuttavia, questa stessa
complessità ha anche permesso l'espressione di sfumature e allusioni
altrimenti impossibili, e difficilmente traducibili.
Le poesie della poetessa Nukata no Ohokimi e della poetessa Kasa no
Iratsume, vissute nel Giappone del VII secolo d.C. sono tra le più
antiche e sono famose per la loro delicata sensibilità e per la
raffinatezza linguistica.
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