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Alle
soglie del Duemila, è evidente che l'Occidente e il Giappone sono
legati da una reciprocità di scambi che appare ricorrente nel passato
come ai giorni nostri. Sul piano della creatività, il Giappone non è
stato soltanto un modello "inevitabile" o una fonte
d'ispirazione profonda: l'Occidente ne ha fatto addirittura il suo
specchio. In particolare, il design e la moda contemporanea giapponese,
venuti alla ribalta in Occidente a partire dal 1970, hanno suscitato un
interesse notevole. Si può addirittura affermare che la moda giapponese
abbia rivoluzionato la scena internazionale; e questo per vari motivi.
Innanzitutto, perché propone abiti che trascendono le differenze
etniche e sessuali.
In
secondo luogo, perché gli stilisti giapponesi dimostrano un'attenzione
tutta particolare per la ricerca e l'utilizzo di nuovi materiali.
Infine, perché la moda giapponese è portatrice di una dimensione
poetica che si ispira a un ricco repertorio di temi inneggianti alla
natura. Questa coscienza della natura non è una conquista recente,
esiste in realtà da secoli e si manifesta in tutte le forme di
creazione artistica ed estetica iscritte nell'immensa, varia, armoniosa,
e sempre raffinata cultura giapponese. Si può dunque parlare senza
esitazione di un vero e proprio fenomeno giapponese nel campo della
moda. Per illustrare il tema con più precisione, abbiamo scelto di
presentare le opere, le diverse attività e il mondo creativo della
stilista Junko Koshino. Per cominciare, ci soffermeremo sulle due
citazioni seguenti: << In questo Paese, in Giappone, l'impero dei
significati è così vasto da travalicare a tal punto la parola che lo
scambio di segni resta di una ricchezza, di una mobilità, di una
sottigliezza affascinanti >>, scriveva Roland Barthes. << Il
movimento del corpo umano è una fonte di ispirazione; non viene solo
governato dagli aspetti funzionali come la comodità o la flessibilità.
Deve anche essere uno stimolo per far progredire anima e spirito.
L'epidermide risveglia la
sensibilità, mistero di una bellezza senza fard. Circolare e sferico.
Semplicità e dinamismo. Potenza e impatto. Contrasti cromatici. La
forza di questi dualismi viene resa dalla combinazione del nero con i
colori. L'uomo rimane protagonista. Il corpo umano è in se stesso
Arte >>, scrive Junko Koshino.
(Christine
Cibert)
A prima vista, gli stilisti giapponesi, grazie alla loro grande
inventiva, trasmettono una visione alternativa della mode e del vestire,
perché la loro cultura è priva di una vera tradizione in questi
settori e si esclude quella del kimono. Possono esprimersi in totale
libertà addirittura con audacia, perché non si sentono vincolati a
valori che non gli appartengono. La loro creatività è quindi
caratterizzata da una grande originalità, autonomia e dal desiderio di
osare. Che sia tradizionale o moderno, l'attenzione alla silhouette, la
moda giapponese si distingue per le imbottiture a strati e per
l'astrazione dello stile. L'erotismo e la femminilità dell'abito si
esprimono così attraverso forme astratte e geometriche.In Giappone
l'abito, se indossato in modo appropriato, permette al corpo di
esprimersi: non duplicato o interpretazione della figura, che plasma il
corpo dall'esterno.
Un'altra differenza con l'Occidente consiste nel fatto che, invece di
appendere gli abiti alle stampelle, i giapponesi preferiscono piegarli,
usanza questa legata ad antiche tradizioni. Kasaneru, sovrapporre; oru, piegare; tatamu, ordinare (il kimono, il
futon).
Al pari di altri stilisti giapponesi, Junko Koshino ci fa capire che
l'abito è dotato di una presenza emozionale e spirituale, che
appartiene alla creatività dell'autore e al suo stato d'animo. Inoltre,
agli occhi dei giapponesi, l'abito ha una vita e uno spirito propri e
interagisce con il corpo, sia in movimento che a riposo, in maniera così
flessibile da adattarsi allo stile di vita di chi lo indossa. Attraverso
alcune delle sue creazioni, Junko Koshino sembra dunque volerci offrire
una carica di allegria, una scintilla che celebra la vita (hade); in
altri, invece, esprime una voglia di quiete, una sorta di spiritualismo
fondato sull'estetica o meglio un'inclinazione personale che tende a
privilegiare la vita contemplativa e l'introspezione (jimi). Nella
cultura giapponese, i termini hade e jimi sono espressione di una scelta
molto precisa e determinante per la creazione di ogni capo.
Junko Koshino è una stilista che si potrebbe definire di
"ambiente", in quanto le sue creazioni penetrano in ogni
aspetto di un'arte del vivere concepita nella sua totalità.
Combinazione di strutture e materiali nobili. Unione tra un'ottica
futurista, valori e identità personali e tradizione. Tale approccio le
consente di affrontare sfide sempre nuove, di lavorare con un'infinità
di materiali ispirandosi alla propria filosofia semplice, moderna e
dinamica. La sua creatività è strettamente legata a valori metafisici,
a simboli universali nonché a concetti filosofici personali.
Questi sono alcuni dei suoi riferimenti essenziali: il cerchio, simbolo
del futuro del cosmo e della potenza di Dio; il quadrato, simbolo di
realtà, razionalità e abilità umana; il triangolo, forma geometrica
tridimensionale che rappresenta l'equilibrio, l' armonia, la
chiarificazione e la volontà.
La sfera e il cerchio sono forme ricorrenti che l' hanno sempre
affascinata. Il cerchio, in cui non sono ricoscibili né l'alto né il
basso, né la destra né la sinistra, forma perfetta, infinita ed
eterna, è una chiara allusione al buddismo Zen.
L'onda, movimento eterno, infinito, che forma una continuità cosmica
con lo spazio. Per far riferimento alla tradizione, l'onda evoca tra
l'altro la sabbia ondulata dei giardini Zen, come il Ryoan-ji di Kyoto.
C'è poi l'orizzonte, linea diritta che rappresenta il futuro ma anche
la creatività.
Due sono i principali colori: il rosso, che rappresenta il sole, la luce
e il giorno; il nero, colore dell'ombra e della notte. Combinando forme
geometriche ed elementi ispirati ai fenomeni naturali, Junko Koshino
sviluppa con immaginazione e originalità nuove forme per la
creazione di abiti, oggetti di design e accessori che compongono un
repertorio pressoché illimitato e del tutto personale. Ama abitare lo
spazio con forme strutturate, colori
e ritmi di grande musicalità, a tal punto che certi suoi capi ci fanno
pensare a delle sculture in movimento.
La sua creatività è dunque inseparabile dalla riflessione mistica, è
una forma personale di
sincretismo. Il suo principale obiettivo è creare un mondo nuovo, uno
spazio vitale per il corpo in cui si uniscano arte e tecnologia,
filosofia orientale e occidentale.
La sua curiosità intellettuale, le continue ricerche, i viaggi e le
scoperte di nuove culture, così come gli incontri con popoli differenti
spiegano la sua vocazione multiculturale e internazionale. Attraverso un
misto di influenze e di invenzione, l'attività di Junko Koshino, come
quella di altri creatori giapponesi, dimostra la posizione d'avanguardia
di questo Paese in materia di universalismo dell'abbigliamento.
In quanto tale, essa costituisce il riflesso di una cultura
contemporanea ibrida. Il Giappone, Paese d'origine di grandi personalità
del mondo della moda, ha addirittura incoraggiato l'affermazione,
nell'ambito
del prét-â-porter occidentale, dell'importanza dello stilista che
impone la propria sensibilità al cliente.
Il design di Junko Koshino va ben al di là della tecnica occidentale
rivelata da quell'arte del taglio di cuì parlavamo in precedenza.
Arricchisce il vocabolario della moda, continuando la ricerca di nuovi
tessuti che diventano immagine ambivalente in cui presente e futuro si
confondono.
L'esempio più significativo è l'introduzione, a partire dal 1987, del
neoprene. Questo materiale hightech, moderno e grezzo, che può sembrare
freddo e privo di umanità, viene preservato nella sua specificità.
Tuttavia Junko Koshino ha saputo animarlo, renderlo estetico,
valorizzarlo, nobilitarlo in creazioni diverse, sobrie e raffinate. Lo
definisce addirittura una "seconda pelle". D'altra parte,
stilisti come Jean-Paul Gailthier e Christian Lacroix sono stati
direttamente influenzati da questa operazione, per non dire che l'hanno
copiata.
Portare uno degli abiti in neoprene firmati Junko Koshino, o alcune
delle acconciature e dei cappelli voluminosi ed eccentrici presentati
alle sue sfilate, può talvolta rappresentare un'esperienza simile a un
happening. Ma Junko Koshino non teme la fantasia, sa osare, nella vita
come belle sue creazioni.
Il questo senso, tutte le sfilate sono coerenti con la sua immagine.
Sono spettacolari messe in scena in cui lo spazio, la musica, i giochi
di luce non sono mai lasciati al caso. Talvolta, umorismo e senso ludico
sono addirittura di rigore. Le capita anche di far sfilare bambini,
personaggi del mondo dello spettacolo, sportivi di alto livello e
addirittura ministri giapponesi. Junko Koshino sa come trasportare lo
spettatore in un'altra cultura, su un altro pianeta, in un'altra epoca.
Chissà che l'idea di realtà virtuale non le sia familiare già da
tempo. Siamo ben lontani dall'atmosfera delle sfilate di alta moda
francesi. D'altra parte, Junko Koshino usa l'oro e l'argento in alcuni dei suoi
abiti oppure negli oggetti laccati per la tavola, evocando
in tal modo
le pitture tradizionali in cui la polvere di quei metalli preziosi
veniva sparsa sulla lacca
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secondo la tecnica del
maki-e, utilizzata in
Giappone sin dal XII secolo.Come altri stilisti giapponesi, Junko
Koshino fa uso del plissé, un motivo antichissimo in cui materia, forma
e funzione costituiscono un'unica entità. Questa creazione ispirata
alla tradizione mette in risalto la materia ed è caratteristica del
tessile giapponese come della tecnologia moderna. Junko Koshino ama
giocare con i contrasti materiali, le opposizioni cromatiche, con il
nero incaricato di sottolineare una tonalità o un profilo. Le Piacciono
anche i giochi di trasparenza, d'ombra e di luce, di pieni e vuoti. In
Giappone infatti, il più piccolo dettaglio viene sempre studiato con la
massima precisione. Lo stili giapponese mita a raggiungere il massimo
con il minimo dei mezzi, alla semplicità e alla sobrietà, al rispetto
della forma di una linea pura, il meno è più, senza tralasciare
d'altra parte, la finitura, comunque importante. Notiamo dunque che i
creatori giapponesi pongono l'accento sulla materia, la forma, lo stile
e l'assenza di ornamenti. Seguendo gli stessi principi che l'architetto
tedesco Bruno Taut (1880-1938) aveva rilevato nell'architettura
giapponese, questo popolo esprime in questo modo il proprio concetto di
bellezza.
"Il vento di Ki" è il nome di uno dei concetti della
filosofia creativa di Junko Koshino. Il Ki è una nozione molto
importante e carica di significanti profondi: rappresenta l'anima, lo
spirito, il soffio vitale, l'umore.<< La bellezza tradizionale
supera la tradizione >>, afferma, con uno slogan tra i più
indicativi del suo concetto di creatività. D'altra parte, il suo stile
propone un abbigliamento nuovo, futurista, che supera le differenze tra
i Paesi e i sessi, andando ben al di là del concetto di moda inventato
dagli occidentali. La sua concezione dell'arte del futuro o
"futurista" alle soglie del 2000 consiste nella fusione di
arte e funzionalità. << Il 2000 è straordinariamente imprevedibile
>> esclama talvolta con tono d'inquietudine o forse
d'impazienza. Nell'eternità del tempo e dell'universo, Junko Koshino ha
una visione personale del futuro, entusiasta e sempre attenta al
manifestarsi di nuove esigenze e nuovi bisogni. La sua è una visione
pura, non corrotta dalla bassa materialità delle cose. L'artista ha poi
un pragmatismo del tutto personale. Come il kimono associa comodità ed
estetica, così Junko Koshino riesce sempre a infondere nelle sue
creazioni, dagli abiti agli oggetti di uso quoridiano, le proprie istanze
culturali. Coniuga alla perfezione le necessità di un determinato stile
di vita con le proprie esigenze estetiche. Per far questo, usa materiali
naturali trovati un po'unica architettura visibile sulla terra dallo
spazio comporta secondo lei un certo simbolismo.
Nel 1992, ha organizzato a Parigi e poi a New York una Mostra-Incontro
dal titolo
"Arte Futuro"durante la q uale architetti, artisti, scultori e
designers francesi e giapponesi hanno discusso sul tema "osmosi tra
arte e funzionalità ", tra Occidente
e Oriente, tra i quattro punti cardinali; ancora una volta viene evocato
il cerchio, forma capace di risolvere il problema dell'esistenza di
qualsiasi barriera. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli
altri, Paul Andreu, César, Shigeaki Saegusa, Bernar Venet, Jean Michel
Wilmotte. La partecipazione di Junko Koshino agli incontri sottolinea il
suo desiderio di confronto, la sua sete di conoscenze, di scambio e
condivisione. Junko Koshino é la fondatrice del movimento giapponese
"Arte Futuro" che riunisce personalità del mondo economico,
tecnologico e delle scienze umane allo scopo di dare un nuovo slancio
creativo alle aziende giapponesi.
Junko Koshino svolge varie e numerose attività parallele che appaiono
comunque legate al mondo della moda e mette il suo talento al servizio
di iniziative culturali, artistiche e sportive. Tra l'altro, si
interessa della promozione di alcuni artisti, dello sponsoring e
dell'abbigliamento dei Sumotori, di giocatori di pallavolo o di polo.
Ha anche creato costumi per l'opera e il teatro, tra cui ricordiamo gli
abiti per "Il flauto magico" di Mozart e per "Hiraizumi
en feu", spettacolo sulla storia giapponese.
I supo costumi hanno forme originali e dinamiche; i tessuti vengono
scelti con cura nella gamma dei materiali più moderni. Associando
primitivisimo e futurismo, questi abiti risultano sempre sorprendenti e
danno prova della capacità di ringiovanire la nozione classica dei
costumi di scena, riscotendo grande successo.
La stilista è stata anche promotrice della costruzione di monumenti
commemorativi e di mostre in musei di prestigio, come il Metropolitan
Museum di New York, e in altre istituzioni in Vietnam, in Cina, a
Copenaghen e di recente a Cuba, Paese che ha ospitato per la prima volta
le creazioni di una stilista straniera.
Sensibile alle problematiche dei Paesi socialisti e comunisti, Junko
Koshino si reca volentieri in quei luoghi per esprimersi in un'ottica di
totale apertura spinta dal desiderio di confrontarsi con culture
diverse, riuscendo ogni volta a risvegliare gli spiriti, senza tuttavia
provocare, né scioccare. Infine, per rendere un'idea complessiva delle
diverse forme di espressione di Junko koshino, occorre citare i suoi
kimono (che significa letteralmente "cosa da portare"). Questo
abito-simbolo della tradizione giapponese viene creato in un unico pezzo
di tessuto, dal taglio diritto, e presenta diverse varianti. Il kimono
non aderisce al corpo, non segna il punto vita ed è strutturato in modo
da rendere impossibili connotazioni sessuali o d'età. Tali connotazioni
vengono invece determinate dai colori e dal disegno. Sarà inoltre il
mondo do annodare l'obi (cintura larga e spessa del kimono stretta
intorno alla vita) e la maniera di indossare il kimono che permetteranno
di differenziare i sessi.La forma e I motivi del kimono hanno subito
scarsi cambiamenti a partire dalla seconda metà dell'epoca Edo
(1603-1867), ad eccezione della lunghezza delle maniche. Colori, disegni
e materiali del kimono riflettevano il fascino proprio di ogni stagione.
Alle soglie del Duemila, Junko Koshino continua a pensare che il kimono
rimanga l'elemento principale della teadizione giapponese, in grado di
suscitare nuove ispirazioni e di trasmettere l'essenza stessa della
bellezza. <<La mia concezione del kimono: giochi cromatici, colori
particolari, bellezza in movimento>>, afferma Junko Koshino. Ha
quindi deciso di continuare a creare collezioni di kimono, di Yukata
(kimono estivo, in cotone, indossato soprattutto dopo il bagano) e di
vari accessori che solitamente accompagnano e valorizzano l'abito, come
la cintura obi. Pur estremamente razionale, la perfezione del kimono è
tale da farne un abito modernissimo.
L'obiettivo di Junko Koshino è quello di proseguire la tradizione
giapponese, rivendicando l'importanza del bagaglio culturale della
nazione presso le giovani generazioni, in un'epoca in cui il kimono
tende a sparire dalla vita quotidiana e diventa sempre più un abito
riservato esclusivamente alle cerimonie. La stilista spera così di
salvaguardare il Giappone delle origini, vivificandone la tradizione
grazie alla sua comprensione del mondo contemporaneo, al suo sguardo
potremo a buon diritto definire internazionale.
Infine, il kimono è essenzialmente una forma che riflette l' ambiguità
e la flessibilità, un abito che può venire "declinato" in
modi diversi. Junko Koshino modernizza quindi il suo lessico di disegni
classici e tradizionali, lo adatta al presente, donando all'abito
un'impronta del tutto personale. Grazie alla sua abilità grafica e al
sapiente trattamento dei colori, i kimono di Junko Koshino riscuotono
molto successo presso le giovani giapponesi.
Gli elementi costitutivi della moda si possono riassumere in
concetti come la simpologia, la forma e l'estetica; tuttavia,
nell'ambito dell'abbigliamento e del design giapponese,bisogna
aggiungere la cultura, la poesia, la raffinatezza e la ricerca della
novità.
Junko Koshino non inventa solo fenomeni di moda ma anche fenomeni
sociali. Grazie alla sua sensibilità femminile, alla sua percezione
personale del mondo e della vita, dimostra una visione del futuro fuori
dal comune, più saggia, più aperta e generosa nei rapporti tra umanità
e arte, tra uomo e uomo. Junko Koshino posa uno sguardo da straniera sul
suo Paese e proclama la necessità della fusione fra pragmatismo
occidentale e spritualismo orientale. Una delle sue speranze è che la
moda diventi universalmente condivisa. Sa trarre ispirazione dalle
culture straniere, ma sa anche imporre la propria, richiamandosi alla
ricchezza della tradizione giapponese. A questo scopo, per la sua
prossima collezione, ha scelto di privilegiare la tecnica ancestrale del
blu indago giapponese (aizome) con un ritorno alle origini, intorno al
tema "Japonica".
Il talento, la continua sperimentazione, la grande originalità fanno di
Junko Koshino uno dei modelli più interessanti della creatività
femminile giapponese, fenomeno piuttosto raro nel mondo della moda, che
rimane ancora dominio degli uomini.
Siamo certi che certe mancanze e negligenze saranno colmate e che Junko Koshino otterrà presto il riconoscimento e il successo che merita.
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