Junko Koshino

"STILISTA DI MODA"

"...Un'altra differenza con l'Occidente consiste

nel fatto che, invece di appendere gli abiti

alle stampelle, i giapponesi preferiscono piegarli,

usanza questa legata ad antiche tradizioni..."

di Gabriele La Rovere      

Alle soglie del Duemila, è evidente che l'Occidente e il Giappone sono legati da una reciprocità di scambi che appare ricorrente nel passato come ai giorni nostri. Sul piano della creatività, il Giappone non è stato soltanto un modello "inevitabile" o una fonte d'ispirazione profonda: l'Occidente ne ha fatto addirittura il suo specchio. In particolare, il design e la moda contemporanea giapponese, venuti alla ribalta in Occidente a partire dal 1970, hanno suscitato un interesse notevole. Si può addirittura affermare che la moda giapponese abbia rivoluzionato la scena internazionale; e questo per vari motivi. Innanzitutto, perché propone abiti che trascendono le differenze etniche e sessuali.

In secondo luogo, perché gli stilisti giapponesi dimostrano un'attenzione tutta particolare per la ricerca e l'utilizzo di nuovi materiali. Infine, perché la moda giapponese è portatrice di una dimensione poetica che si ispira a un ricco repertorio di temi inneggianti alla natura. Questa coscienza della natura non è una conquista recente, esiste in realtà da secoli e si manifesta in tutte le forme di creazione artistica ed estetica iscritte nell'immensa, varia, armoniosa, e sempre raffinata cultura giapponese. Si può dunque parlare senza esitazione di un vero e proprio fenomeno giapponese nel campo della moda. Per illustrare il tema con più precisione, abbiamo scelto di presentare le opere, le diverse attività e il mondo creativo della stilista Junko Koshino. Per cominciare, ci soffermeremo sulle due citazioni seguenti: << In questo Paese, in Giappone, l'impero dei significati è così vasto da travalicare a tal punto la parola che lo scambio di segni resta di una ricchezza, di una mobilità, di una sottigliezza affascinanti >>, scriveva Roland Barthes. <<  Il movimento del corpo umano è una fonte di ispirazione; non viene solo governato dagli aspetti funzionali come la comodità o la flessibilità. Deve anche essere uno stimolo per far progredire anima e spirito. L'epidermide risveglia la sensibilità, mistero di una bellezza senza fard. Circolare e sferico. Semplicità e dinamismo. Potenza e impatto. Contrasti cromatici. La forza di questi dualismi viene resa dalla combinazione del nero con i colori. L'uomo rimane protagonista. Il corpo umano è in se stesso Arte >>, scrive Junko Koshino.

(Christine Cibert)

 

A prima vista, gli stilisti giapponesi, grazie alla loro grande inventiva, trasmettono una visione alternativa della mode e del vestire, perché la loro cultura è priva di una vera tradizione in questi settori e si esclude quella del kimono. Possono esprimersi in totale libertà addirittura con audacia, perché non si sentono vincolati a valori che non gli appartengono. La loro creatività è quindi caratterizzata da una grande originalità, autonomia e dal desiderio di osare. Che sia tradizionale o moderno, l'attenzione alla silhouette, la moda giapponese si distingue per le imbottiture a strati e per l'astrazione dello stile. L'erotismo e la femminilità dell'abito si esprimono così attraverso forme astratte e geometriche.In Giappone l'abito, se indossato in modo appropriato, permette al corpo di esprimersi: non duplicato o interpretazione della figura, che plasma il corpo dall'esterno.

Un'altra differenza con l'Occidente consiste nel fatto che, invece di appendere gli abiti alle stampelle, i giapponesi preferiscono piegarli, usanza questa legata ad antiche tradizioni. Kasaneru, sovrapporre; oru, piegare; tatamu, ordinare (il kimono, il futon).

Al pari di altri stilisti giapponesi, Junko Koshino ci fa capire che l'abito è dotato di una presenza emozionale e spirituale, che appartiene alla creatività dell'autore e al suo stato d'animo. Inoltre, agli occhi dei giapponesi, l'abito ha una vita e uno spirito propri e interagisce con il corpo, sia in movimento che a riposo, in maniera così flessibile da adattarsi allo stile di vita di chi lo indossa. Attraverso alcune delle sue creazioni, Junko Koshino sembra dunque volerci offrire una carica di allegria, una scintilla che celebra la vita (hade); in altri, invece, esprime una voglia di quiete, una sorta di spiritualismo fondato sull'estetica o meglio un'inclinazione personale che tende a privilegiare la vita contemplativa e l'introspezione (jimi). Nella cultura giapponese, i termini hade e jimi sono espressione di una scelta molto precisa e determinante per la creazione di ogni capo. Junko Koshino è una stilista che si potrebbe definire di "ambiente", in quanto le sue creazioni penetrano in ogni aspetto di un'arte del vivere concepita nella sua totalità.

Combinazione di strutture e materiali nobili. Unione tra un'ottica futurista, valori e identità personali e tradizione. Tale approccio le consente di affrontare sfide sempre nuove, di lavorare con un'infinità di materiali ispirandosi alla propria filosofia semplice, moderna e dinamica. La sua creatività è strettamente legata a valori metafisici, a simboli universali nonché a concetti filosofici personali. Questi sono alcuni dei suoi riferimenti essenziali: il cerchio, simbolo del futuro del cosmo e della potenza di Dio; il quadrato, simbolo di realtà, razionalità e abilità umana; il triangolo, forma geometrica tridimensionale che rappresenta l'equilibrio, l' armonia, la chiarificazione e la volontà.

La sfera e il cerchio sono forme ricorrenti che l' hanno sempre affascinata. Il cerchio, in cui non sono ricoscibili né l'alto né il basso, né la destra né la sinistra, forma perfetta, infinita ed eterna, è una chiara allusione al buddismo Zen.

L'onda, movimento eterno, infinito, che forma una continuità cosmica con lo spazio. Per far riferimento alla tradizione, l'onda evoca tra l'altro la sabbia ondulata dei giardini Zen, come il Ryoan-ji di Kyoto.

C'è poi l'orizzonte, linea diritta che rappresenta il futuro ma anche la creatività.

Due sono i principali colori: il rosso, che rappresenta il sole, la luce e il giorno; il nero, colore dell'ombra e della notte. Combinando forme geometriche ed elementi ispirati ai fenomeni naturali, Junko Koshino sviluppa con immaginazione  e originalità nuove forme per la creazione di abiti, oggetti di design e accessori che compongono un repertorio pressoché illimitato e del tutto personale. Ama abitare lo spazio con forme strutturate, colori e ritmi di grande musicalità, a tal punto che certi suoi capi ci fanno pensare a delle sculture in movimento.
La sua creatività è dunque inseparabile dalla riflessione mistica, è una forma personale di sincretismo. Il suo principale obiettivo è creare un mondo nuovo, uno spazio vitale per il corpo in cui si uniscano arte e tecnologia, filosofia orientale e occidentale.
La sua curiosità intellettuale, le continue ricerche, i viaggi e le scoperte di nuove culture, così come gli incontri con popoli differenti spiegano la sua vocazione multiculturale e internazionale. Attraverso un misto di influenze e di invenzione, l'attività di Junko Koshino, come quella di altri creatori giapponesi, dimostra la posizione d'avanguardia di questo Paese in materia di universalismo dell'abbigliamento. 
In quanto tale, essa costituisce il riflesso di una cultura contemporanea ibrida. Il Giappone, Paese d'origine di grandi personalità del mondo della moda, ha addirittura incoraggiato l'affermazione, nell'ambito del prét-â-porter occidentale, dell'importanza dello stilista che impone la propria sensibilità al cliente.
Il design di Junko Koshino va ben al di là della tecnica occidentale rivelata da quell'arte del taglio di cuì parlavamo in precedenza.
Arricchisce il vocabolario della moda, continuando la ricerca di nuovi tessuti che diventano immagine ambivalente in cui presente e futuro si confondono.
L'esempio più significativo è l'introduzione, a partire dal 1987, del neoprene. Questo materiale hightech, moderno e grezzo, che può sembrare freddo e privo di umanità, viene preservato nella sua specificità. Tuttavia Junko Koshino ha saputo animarlo, renderlo estetico, valorizzarlo, nobilitarlo in creazioni diverse, sobrie e raffinate. Lo definisce addirittura una "seconda pelle". D'altra parte, stilisti come Jean-Paul Gailthier e Christian Lacroix sono stati direttamente influenzati da questa operazione, per non dire che l'hanno copiata.
Portare uno degli abiti in neoprene firmati Junko Koshino, o alcune delle acconciature e dei cappelli voluminosi ed eccentrici presentati alle sue sfilate, può talvolta rappresentare un'esperienza simile a un happening. Ma Junko Koshino non teme la fantasia, sa osare, nella vita come belle sue creazioni.

Il questo senso, tutte le sfilate sono coerenti con la sua immagine. Sono spettacolari messe in scena in cui lo spazio, la musica, i giochi di luce non sono mai lasciati al caso. Talvolta, umorismo e senso ludico sono addirittura di rigore. Le capita anche di far sfilare bambini, personaggi del mondo dello spettacolo, sportivi di alto livello e addirittura ministri giapponesi. Junko Koshino sa come trasportare lo spettatore in un'altra cultura, su un altro pianeta, in un'altra epoca. Chissà che l'idea di realtà virtuale non le sia familiare già da tempo. Siamo ben lontani dall'atmosfera delle sfilate di alta moda francesi. D'altra parte, Junko Koshino usa l'oro e l'argento in alcuni dei suoi abiti oppure negli oggetti laccati per la tavola, evocando in tal modo le pitture tradizionali in cui la polvere di quei metalli preziosi veniva sparsa sulla lacca 

secondo la tecnica del maki-e, utilizzata in Giappone sin dal XII secolo.Come altri stilisti giapponesi, Junko Koshino fa uso del plissé, un motivo antichissimo in cui materia, forma e funzione costituiscono un'unica entità. Questa creazione ispirata alla tradizione mette in risalto la materia ed è caratteristica del tessile giapponese come della tecnologia moderna. Junko Koshino ama giocare con i contrasti materiali, le opposizioni cromatiche, con il nero incaricato di sottolineare una tonalità o un profilo. Le Piacciono anche i giochi di trasparenza, d'ombra e di luce, di pieni e vuoti. In Giappone infatti, il più piccolo dettaglio viene sempre studiato con la massima precisione. Lo stili giapponese mita a raggiungere il massimo con il minimo dei mezzi, alla semplicità e alla sobrietà, al rispetto della forma di una linea pura, il meno è più, senza tralasciare d'altra parte, la finitura, comunque importante. Notiamo dunque che i creatori giapponesi pongono l'accento sulla materia, la forma, lo stile e l'assenza di ornamenti. Seguendo gli stessi principi che l'architetto tedesco Bruno Taut (1880-1938) aveva rilevato nell'architettura giapponese, questo popolo esprime in questo modo il proprio concetto di bellezza.
"Il vento di Ki" è il nome di uno dei concetti della filosofia creativa di Junko Koshino. Il Ki è una nozione molto importante e carica di significanti profondi: rappresenta l'anima, lo spirito, il soffio vitale, l'umore.<< La bellezza tradizionale supera la tradizione >>, afferma, con uno slogan tra i più indicativi del suo concetto di creatività. D'altra parte, il suo stile propone un abbigliamento nuovo, futurista, che supera le differenze tra i Paesi e i sessi, andando ben al di là del concetto di moda inventato dagli occidentali. La sua concezione dell'arte del futuro o "futurista" alle soglie del 2000 consiste nella fusione di arte e funzionalità. << Il 2000 è straordinariamente imprevedibile >> esclama talvolta con tono d'inquietudine o forse d'impazienza. Nell'eternità del tempo e dell'universo, Junko Koshino ha una visione personale del futuro, entusiasta e sempre attenta al manifestarsi di nuove esigenze e nuovi bisogni. La sua è una visione pura, non corrotta dalla bassa materialità delle cose. L'artista ha poi un pragmatismo del tutto personale. Come il kimono associa comodità ed estetica, così Junko Koshino riesce sempre a infondere nelle sue creazioni, dagli abiti agli oggetti di uso quoridiano, le proprie istanze culturali. Coniuga alla perfezione le necessità di un determinato stile di vita con le proprie esigenze estetiche. Per far questo, usa materiali naturali trovati un po'unica architettura visibile sulla terra dallo spazio comporta secondo lei un certo simbolismo.

 

Nel 1992, ha organizzato a Parigi e poi a New York una Mostra-Incontro dal titolo "Arte Futuro"durante la q uale architetti, artisti, scultori e designers francesi e giapponesi hanno discusso sul tema "osmosi tra arte e funzionalità ", tra Occidente e Oriente, tra i quattro punti cardinali; ancora una volta viene evocato il cerchio, forma capace di risolvere il problema dell'esistenza di qualsiasi barriera. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, Paul Andreu, César, Shigeaki Saegusa, Bernar Venet, Jean Michel Wilmotte. La partecipazione di Junko Koshino agli incontri sottolinea il suo desiderio di confronto, la sua sete di conoscenze, di scambio e condivisione. Junko Koshino é la fondatrice del movimento giapponese "Arte Futuro" che riunisce personalità del mondo economico, tecnologico e delle scienze umane allo scopo di dare un nuovo slancio creativo alle aziende giapponesi.

Junko Koshino svolge varie e numerose attività parallele che appaiono comunque legate al mondo della moda e mette il suo talento al servizio di iniziative culturali, artistiche e sportive. Tra l'altro, si interessa della promozione di alcuni artisti, dello sponsoring e dell'abbigliamento dei Sumotori, di giocatori di pallavolo o di polo. Ha anche creato costumi per l'opera e il teatro, tra cui ricordiamo gli abiti per "Il flauto magico" di Mozart e per "Hiraizumi en feu", spettacolo sulla storia giapponese. I supo costumi hanno forme originali e dinamiche; i tessuti vengono scelti con cura nella gamma dei materiali più moderni. Associando primitivisimo e futurismo, questi abiti risultano sempre sorprendenti e danno prova della capacità di ringiovanire la nozione classica dei costumi di scena, riscotendo grande successo.

La stilista è stata anche promotrice della costruzione di monumenti commemorativi e di mostre in musei di prestigio, come il Metropolitan Museum di New York, e in altre istituzioni in Vietnam, in Cina, a Copenaghen e di recente a Cuba, Paese che ha ospitato per la prima volta le creazioni di una stilista straniera.

Sensibile alle problematiche dei Paesi socialisti e comunisti, Junko Koshino si reca volentieri in quei luoghi per esprimersi in un'ottica di totale apertura spinta dal desiderio di confrontarsi con culture diverse, riuscendo ogni volta a risvegliare gli spiriti, senza tuttavia provocare, né scioccare. Infine, per rendere un'idea complessiva delle diverse forme di espressione di Junko koshino, occorre citare i suoi kimono (che significa letteralmente "cosa da portare"). Questo abito-simbolo della tradizione giapponese viene creato in un unico pezzo di tessuto, dal taglio diritto, e presenta diverse varianti. Il kimono non aderisce al corpo, non segna il punto vita ed è strutturato in modo da rendere impossibili connotazioni sessuali o d'età. Tali connotazioni vengono invece determinate dai colori e dal disegno. Sarà inoltre il mondo do annodare l'obi (cintura larga e spessa del kimono stretta intorno alla vita) e la maniera di indossare il kimono che permetteranno di differenziare i sessi.La forma e I motivi del kimono hanno subito scarsi cambiamenti a partire dalla seconda metà dell'epoca Edo (1603-1867), ad eccezione della lunghezza delle maniche. Colori, disegni e materiali del kimono riflettevano il fascino proprio di ogni stagione.
Alle soglie del Duemila, Junko Koshino continua a pensare che il kimono rimanga l'elemento principale della teadizione giapponese, in grado di suscitare nuove ispirazioni e di trasmettere l'essenza stessa della bellezza. <<La mia concezione del kimono: giochi cromatici, colori particolari, bellezza in movimento>>, afferma Junko Koshino. Ha quindi deciso di continuare a creare collezioni di kimono, di Yukata (kimono estivo, in cotone, indossato soprattutto dopo il bagano) e di vari accessori che solitamente accompagnano e valorizzano l'abito, come la cintura obi. Pur estremamente razionale, la perfezione del kimono è tale da farne un abito modernissimo.
L'obiettivo di Junko Koshino è quello di proseguire la tradizione giapponese, rivendicando l'importanza del bagaglio culturale della nazione presso le giovani generazioni, in un'epoca in cui il kimono tende a sparire dalla vita quotidiana e diventa sempre più un abito riservato esclusivamente alle cerimonie. La stilista spera così di salvaguardare il Giappone delle origini, vivificandone la tradizione grazie alla sua comprensione del mondo contemporaneo, al suo sguardo potremo a buon diritto definire internazionale.
Infine, il kimono è essenzialmente una forma che riflette l' ambiguità e la flessibilità, un abito che può venire "declinato" in modi diversi. Junko Koshino modernizza quindi il suo lessico di disegni classici e tradizionali, lo adatta al presente, donando all'abito un'impronta del tutto personale. Grazie alla sua abilità grafica e al sapiente trattamento dei colori, i kimono di Junko Koshino riscuotono molto successo presso le giovani giapponesi.
Gli elementi costitutivi della moda si possono riassumere  in concetti come la simpologia, la forma e l'estetica; tuttavia, nell'ambito dell'abbigliamento e del design giapponese,bisogna aggiungere la cultura, la poesia, la raffinatezza e la ricerca della novità.
Junko Koshino non inventa solo fenomeni di moda ma anche fenomeni sociali. Grazie alla sua sensibilità femminile, alla sua percezione personale del mondo e della vita, dimostra una visione del futuro fuori dal comune, più saggia, più aperta e generosa nei rapporti tra umanità e arte, tra uomo e uomo. Junko Koshino posa uno sguardo da straniera sul suo Paese e proclama la necessità della fusione fra pragmatismo occidentale e spritualismo orientale. Una delle sue speranze è che la moda diventi universalmente condivisa. Sa trarre ispirazione dalle culture straniere, ma sa anche imporre la propria, richiamandosi alla ricchezza della tradizione giapponese. A questo scopo, per la sua prossima collezione, ha scelto di privilegiare la tecnica ancestrale del blu indago giapponese (aizome) con un ritorno alle origini, intorno al tema "Japonica".

Il talento, la continua sperimentazione, la grande originalità fanno di Junko Koshino uno dei modelli più interessanti della creatività femminile giapponese, fenomeno piuttosto raro nel mondo della moda, che rimane ancora dominio degli uomini.

Siamo certi che certe mancanze e negligenze saranno colmate e che Junko Koshino otterrà presto il riconoscimento e il successo che merita.

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