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Un simbolo? Un tempio? Un dōjo? Un
“ostello”? Un punto d’incontro internazionale? Il “Cercle Tissier”
rappresenta tutte queste cose e tanto altro.
Finalmente, dopo una lunga attesa, l’ho
visto, l’ho vissuto, ho respirato l’energia ed il sudore che ha bagnato
quei tatami. In occasione dello
stage di Pasqua 2004, infatti,
sono partito in compagnia di Fabio Branno ed Alessio Autori, oramai
degli habitué del circolo, ed il mio aikidō si è arricchito di
tante conferme che credevo essere molto più lontane.
Sono stato due volte in Giappone ad
allenarmi presso lo Honbu Dōjo vivendolo come quel quartier
generale tanto ambito ma allo stesso tempo così lontano. Beh, lo è! Ma,
da quando ho vissuto l’esperienza del circolo, mi sono reso conto che
quest’ultimo, ne è una degna succursale. Il Maestro Tissier è riuscito,
a riproporre quella stessa organizzazione e quelle atmosfere
traducendole in un linguaggio più consono a noi occidentali.
Quando, in Giappone, cercai la prima volta
lo Honbu Dōjo, credevo che mi sarei trovato davanti ad una
struttura imponente come imponente era stata la diffusione che l’aikidō
ha avuto nel mondo…sorpresa! In una stradina di Wakamatsu-chō, una
frazione del quartiere di Shinjuku a Tōkyō, si nasconde il cuore dell’aikidō
mondiale. Beh, a Vincennes, un quartiere periferico di Parigi, al di là
di un viottolo che da in un cortiletto, sorge il “Cercle Tissier”.
In questa “accademia” delle Arti Marziali, i
corsi di aikidō si sviluppano in diversi orari e sono diretti dal
Maestro Christian Tissier, uno dei più grandi maestri mondiali di aikidō
e, senza dubbio, il più grande nel mondo occidentale, e dai suoi
validissimi allievi che vivono, con il maestro, un rapporto che si
potrebbe ben identificare con quello degli uchideshi giapponesi.A
differenza dello Honbu Dōjo, nel circolo si praticano numerose
discipline (motivo della mia definizione di “accademia” delle Arti
Marziali), tra le più |
disparate: karate, judō, Brasilian jujutsu, kendō,
kenjutsu, ninjutsu, kobudō, tai-chi-chuan, wu-shu, hapkido, kikboxing.
La cosa che mi ha colpito è che tutte queste discipline sono tenute da
maestri di altissima qualità professionale, alcuni dei quali giapponesi.
Per il Brasilian jujitsu e per il Bujinkan ninjutsu, il “cercle”
rappresenta la sede centrale europea.
Anche l’estetica dell’ambiente lascia
trasudare la serietà della pratica e l’essenza delle Arti Marziali;
infatti, non stiamo parlando di una palestra moderna che si impone come
simbolo della magnificenza del maestro, ma, al contrario, parliamo di un
dōjo povero nella sua estetica, in legno, alla buona, ma che si è
arricchito della storia, non solo del Maestro Tissier, ma di tutti i
praticanti che nel corso degli anni, hanno percorso chilometri per
allenarsi. Chiaramente il tatami ed il circolo in sé, sono a
disposizione dei praticanti che vogliono anche pernottarvi e possono
usufruire del tatami ogni qualvolta lo desiderino…gratuitamente,
è ovvio!
Ho incontrato praticanti di tutta l’Europa
ed allo stage vi erano gruppi venuti dal Giappone per praticare IN
FRANCIA col Maestro Tissier, credo che non sia necessario aggiungere
parole a spiegare la presenza di GIAPPONESI che percorrono 20000 Km per
imparare da un francese.
Consiglio a tutti i praticanti di aikidō
(anche di altre scuole) di allenarsi al circolo, luogo in cui non esiste
discriminazione di alcun genere…le discriminazioni sono nella nostra
testa, forse ad alimentare il nostro ego.
In definitiva e metaforizzando mi sento di
poter affermare che lo Honbu Dōjo ed il “Cercle Tissier”
rappresentano rispettivamente l’Imperatore e lo Shogun dell’antico
Giappone, e chi conosce un po’ la storia di questo meraviglioso paese ha
capito cosa voglio dire…
Vi ringrazio di aver letto queste poche
parole, spero di rivedervi tutti e…perché no…sul tatami del
“Cercle Tissier”.
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