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Non staremo qui a menzionare le tesi, talvolta contrastanti, che
questo argomento ha suscitato, ma ci pare doveroso citare lo scetticismo di certi Autori, i quali sono cauti nell'attribuire
al riscaldamento muscolare benefici determinanti ai fini della prestazione. Magari sono d'accordo incondizionatamente sul
riscaldamento specifico, ma credono anche « che si abusi del
riscaldamento generale. A meno che -dicono ancora -la temperatura ambiente non sia
cosi bassa da intorpidire gli arti, non vi dovrebbe essere necessità di un riscaldamento generale»
(Karpovich).
Il lavoro muscolare accelera i processi metabolici con conseguente aumento della
temperatura (aumento di temperatura che è proporzionale all'intensità dell'esercizio).
Questo aumento della temperatura, non accompagnato da sensazioni
spiacevoli nè da effetti dannosi come si verifica nella febbre, non
è da addebitare all'incapacità del sistema termoregolatore di
mantenere costante la temperatura, ma è da considerare come «espressione di uno spostamento dell'equilibrio del centro
termoregolatore ad un livello di temperatura piu elevato >>
(Margaria). Come cercheremo di spiegare, non si può tralasciare una fase
importante quale è quella del riscaldamento muscolare.
In proporzione dell'aumento della temperatura ematica (cioè del sangue) diminuisce la viscosità del sangue che diviene piu
fluido e capace di irrorare meglio i gruppi muscolari interessati all'esercizio. Vengono accelerate tutte le reazioni direttamente e
indirettamente interessate per la produzione di energia meccanica. In particolare, vengono facilitati gli scambi gassosi e i
processi chimici a livello muscolare. Inoltre, con l'aumento della
temperatura del sangue, diminuisce l'affinità dell'emoglobina (Hb)
per l'ossigeno che così può essere ceduto più facilmente da parte del sangue ai tessuti. Il
"riscaldamento" prepara anche gli apparati preposti al rifornimento di ossigeno ai muscoli
(cardio-circolatorio-respiratorio) che altrimenti, all'inizio dell'allenamento
vero e proprio o della gara, lavorerebbero in condizioni di svantaggio e di scarsa efficienza immediata.
Anche la proprietà elastica del muscolo
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viene
positivamente influenzata, essendo meno elastico un muscolo a riposo, mentre diminuisce la possibilità di traumi muscolari e articolari. Come
pure appurato è che un muscolo" riscaldato " vede aumentata
la sua eccitabilità e quindi la sua capacità di lavoro. Infatti " la contrazione muscolare è
più rapida e più potente quando la temperatura delle fibre muscolari è un po' maggiore della
normale temperatura del corpo... ". I muscoli più frequentemente lesi
durante un'attività intensa che non sia stata preceduta da un periodo di
" riscaldamento " sono gli antagonisti dei muscoli in forte contrazione. Questi
muscoli " freddi " si rilassano lentamente e incompletamente quando gli agonisti si contraggono e
così ritardano la facilità di movimento e la coordinazione
accurata. Contemporaneamente la forza di contrazione degli agonisti e il
momento della parte in movimento esercitano trazione sui rigidi antagonisti o dei loro attacchi tendinei
. (Morehouse-Miller).
Anche dal lato psicologico, il riscaldamento riveste la sua importanza
perché prepara l'atleta allo stage gara o all'allenamento vero e proprio. Una macchina perfetta quale è quella dell'uomo
non può essere sottoposta ad uno sforzo, tanto meno se intenso, proveniente da una situazione di riposo totale.La durata e
I' intensità del riscaldamento variano secondo le esigenze e le attitudini dell'atleta. Su di esso possono influire
particolari circostanze come il grado di preparazione, le condizioni climatiche, il tipo di
stage e così via di seguito.
Normalmente viene fatta una distinzione del riscaldamento in: a) riscaldamento generale; b) riscaldamento specifico o formale.Il primo coinvolge in particolare il sistema
cardio-circolatorio-respiratorio e quello
endocrino, mentre il riscaldamento specifico prevede la revisione degli schemi motori che l'atleta dovrà
ripetere nella gara e interessa in particolare il sistema nervoso.In definitiva, nel riscaldamento muscolare vanno inseriti quei
movimenti che portano, oltre che ad un miglioramento delle funzioni
cardio-circolatorie-respiratorie, anche quelle muscolari e articolari che possano
conferire al gesto abilità motoria.
prof.
R.di Natale |