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	<title>Aikido e Dintorni Magazine</title>
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	<description>Aikido e Dintorni, non solo Aikido ma anche tutto ciò che concorre alla formazione di chi ama le arti marziali</description>
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		<title>Commenti Audio e Video (webcam)</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 13:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[NewsDx]]></category>

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		<description><![CDATA[Aikido e Dintorni Magazine ricorda ai propri lettori la possibilità di commentare gli articoli in formato testo, video e audio. Il commento video può essere effettuato tramite la webcam, quello audio tramite microfono. L’invio di audio e video sono basati sulla tecnologia flash, è quindi necessario avere installato flash player della Macromedia. Questo ne permette [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/08/web-cam.jpg" alt="" width="267" height="124" /></p>
<p style="text-align: justify;">Aikido e Dintorni Magazine ricorda ai propri lettori la possibilità di commentare gli articoli in formato testo, video e audio. Il commento video può essere effettuato tramite la webcam, quello audio tramite microfono.</p>
<p style="text-align: justify;">L’invio di audio e video sono basati sulla tecnologia flash, è quindi necessario avere installato flash player della Macromedia. Questo ne permette l’utilizzo su qualsiasi sistema operativo con installato il plugin flash</p>
<p style="text-align: justify;">La registrazione da webcam ha una durata massima di 10 minuti<br />
 </p>
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		<title>Special FX Training</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 09:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[NewsAlt]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OKrykwF1vdI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/OKrykwF1vdI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"></embed></object></p>
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		<title>Perché Systema? di Martin Wheeler</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 14:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articolo Sx]]></category>
		<category><![CDATA[Mikhail Ryabko]]></category>
		<category><![CDATA[Systema]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni ho letto con interesse, in lungo ed in largo sul web, in merito alla validità del training in Systema da parte di osservatori che hanno visto esperti in quest’arte solo su YouTube o altri video. Di solito, si effettua il confronto con la piu’ “visiva” delle arti da combattimento le MMA, Mixed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="vertical-align: middle;" src="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/08/systema.jpg" alt="" width="269" height="144" /></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi anni ho letto con interesse, in lungo ed in largo sul web, in merito alla validità del training in Systema da parte di osservatori che hanno visto esperti in quest’arte solo su YouTube o altri video. Di solito, si effettua il confronto con la piu’ “visiva” delle arti da combattimento le MMA, Mixed Martial Arts o arti marziali miste. Lo stesso genere di domande viene pubblicato più e più volte di continuo: “Perché (in Systema) ci si allena lentamente? Perché in questo modo sembra cosi’ facile? Perché quel ragazzo e’ caduto e sembra incapace di rialzarsi? ”<span id="more-1739"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E ho letto, con pari interesse, i vari modi con cui si difende l’arte da parte dei praticanti di Systema. Non che siano domande non valide, in quanto sicuramente lo sono, è solo che raramente ho sentito queste stesse domande poste da qualcuno dal vivo durante seminari, lezioni, o in sessioni di sparring, non importa quale fosse il background tecnico delle persone presenti o a che velocità si lavorasse.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YiuXkP9WWaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/YiuXkP9WWaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Giusto per questioni di equilibrio, premetto che ho iniziato nelle arti marziali in tenera età ed ho studiato in molti ambienti “full contact” (n.d.t.: qui per “full contact” si intende in senso generale l’insieme delle varie discipline marziali portate a pieno contatto) dai sistemi pugilistici ai sistemi di lotta, da sistemi con approcio scientifico alle arti derivate dal combattimento da strada, ed ho condiviso e goduto nel combattimento, nella lotta e negli allenamenti degli ultimi trent’anni con chiunque il cui percorso io abbia incrociato, dal principiante fino ai combattenti full contact di classe mondiale. Ho lavorato come buttafuori per dieci anni e sono attualmente assunto per condividere le mie opinioni su situazioni di combattimento a stretto raggio con professionisti provenienti dai servizi di sicurezza d’elite in tutto il mondo, con combattenti di MMA, praticanti di Systema, civili e praticanti di arti marziali tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora perché, se ho studiato tutti questi altri metodi con relativo successo, dovrei scegliere Systema?</p>
<p style="text-align: justify;">Per me è facile rispondere. E’ perché l’ho provato. Io sono solo uno dei tanti che ha provato tutto ciò di cui disponeva, nella propria piccola “cassetta degli attrezzi”, per testare Vladimir Vasiliev, o voglia il cielo, Mikhail Ryabko, quando li ho conosciuti. E devo ancora vedere qualcuno che non sia uscito dall’altra parte, da questa esperienza, nello stesso modo in cui ho fatto io, vale a dire, confuso, dolorante ma con una profonda coscenza del fatto che qualcosa di fondamentale fosse cambiato. Per usare un eufemismo, c’è molto di più in Systema di quello che l’occhio riesce a percepire. E se cosi’ non fosse, se si potesse davvero vedere semplicemente ciò che accade guardandolo in un video su YouTube, allora quello non sarebbe un buon esempio di Systema.</p>
<p style="text-align: justify;">Le arti marziali miste sono drammatiche, veloci e superbamente visive. Il miglior metodo per due lottatori pugilistici di affrontarsi, dai gladiatori dell’antica Roma. Si può vedere ciò che accade ed i risultati sono evidenti. Le MMA Ospitano alcuni dei migliori, più versatili e fisicamente preparati atleti. Mi piace guardarle, mi piace allenarmi in esse e mi fa sempre piacere lavorare con qualcuno proveniente da quel mondo. E a mio parere, chiunque si alleni in MMA, anche solo se fosse semi-decente, sia uomo che donna, è da prendere molto sul serio.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto mi immagino … e lo sento che mi stai chiedendo: Beh, se Systema è così valido perché non è nella UFC? E penso che questa sia un’ottima domanda.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma io potrei risponderti: Beh, se l’UFC è cosi’ valida, perché non gettare un coltello nella gabbia?</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto ciò possa sembrare poco realistico, hai compreso il messaggio? La dinamica di un combattimento cambierebbe immediatamente se un coltello fosse effettivamente gettato nella gabbia. Si vedrebbero due pugili altamente qualificati ed addestrati, nella necessita’ di adattarsi immediatamente a una serie completamente nuova di regole o morire quasi istantaneamente. Penso che chiunque sia d’accordo che incassare pugni provenienti da un abile combattente, anche il meno letale degli attacchi MMA, non sia affatto gradevole, ma sia abbastanza piacevole se paragonato ad una singola ferita da taglio di coltello.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante i primi periodi di pratica con Vladimir, ad un certo punto egli mi fermo’ nel bel mezzo di una sessione di sparring e, con quel suo fare inimitabile, mi disse: ‘Martin, conosco persone che tu faresti a pezzi sul ring‘. Naturalmente, stupidamente raggiante di orgoglio pensai che fosse un complimento, ma solo fino a quando voltandosi verso un altro studente aggiunse seccamente: ‘Ma loro ti ucciderebbero‘.</p>
<p style="text-align: justify;">E qui sta il problema. Quasi ogni visibile strategia, filosofia e movimento che è ottimo in un contesto sportivo MMA è utile per strada e anche sul campo di battaglia. Ma solo utile. E siccome tutto in Systema è appositamente studiato per gli ultimi due ambienti, esso non è visivo, ma si è dimostrato altrettanto efficace in strada e battaglia come le MMA lo hanno dimostrato nella gabbia. La struttura di Systema è intenzionalmente progettata per apparire priva di struttura e la velocità dell’azione, nonostante si registri cosi’ lenta all’occhio, è in realtà una questione di tempistiche relazionali molto sviluppate, ingannevoli in quanto il praticante di Systema rimane calmo.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente sono stato invitato a introdurre i concetti del Systema ad una Unità di Operazioni Speciali oltremare. Mentre ero lì, mi e’ stato mostrato un video di diversi istruttori che erano stati invitati a formare questi operatori, mostrandomi quello che essi avevano offerto. Tra di essi c’era un allenatore top MMA proveniente dal “Pride”. Ho chiesto cosa ne pensassero della sua formazione. ‘Eccellente’ ha detto il Colonnello ‘ma per noi, praticamente inutile.’</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non è in alcun modo disonorevole per l’allenatore Pride, egli è stato ovviamente eccellente. Ma rimane il fatto, cioe’ ciò che è buono in un’arena non è necessariamente buono per un’altra.<br />
Systema non è stato progettato principalmente per un ambiente di sport o una mentalità sportiva non più di quanto l’MMA sia concepita principalmente per un ambiente stile campo di battaglia o da una mentalità orientata al combattimento in situazioni di vita reale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe allenarsi per vent’anni nel Jujitsu, per esempio, e diventare un lottatore stupefacente. Ma se solo si introducesse un altro avversario nella dinamica della lotta, non avrebbe piu’ senso applicare il Jujitsu. Semplicemente, non è progettato per la lotta contro due avversari in modo efficiente nello stesso tempo, anche a terra. E’ principalmente strutturato per combattere contro un avversario alla volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sto dicendo che il combattente Jujitsu non prevarrebbe, sto semplicemente suggerendo che se egli dovesse lottare con due o più avversari armati, su una base quotidiana, il suo training potrebbe presto iniziare ad assomigliare, almeno da fuori, a qualcosa di simile a Systema. E quindi, armato di quella conoscenza, il modo in cui lavorerebbe di nuovo contro un singolo avversario cambierebbe radicalmente. Dopo dieci anni o così via, apparirebbe come estraneo ad un altro praticante di Jujitsu che lo osservasse dall’esterno; come Systema fa ora, dopo secoli di affinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Systema, come arte marziale, nella forma in cui ora esiste è stata concepita essenzialmente per l’applicazione nella vita reale, funziona per situazioni imprevedibili (come più avversari, varie armi, terreni irregolari, scarsa illuminazione, spazi ristretti, ecc.) per i militari professionisti, le forze dell’ordine e della sicurezza, per chi si trovasse a combattere mentre fosse inabile o ferito o dovesse proteggere una donna o un bambino, per qualcuno che fosse anziano oppure in cattive condizioni fisiche. L’allenamento ed il combattimento in Systema sono progettati per evitare ferite e persino per guarire quelle vecchie. E questo richiede una “cassetta degli attrezzi” molto diversa e un aspetto e un feeling molto diversi da un’arte concepita per il combattimento sportivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Come Vladimir ha osservato una volta con quella sua profonda quiete casuale ‘Systema capita che sia un’arte marziale‘.<br />
E per avere una comprensione di questo tesoro, non si può limitarsi ad osservarla dall’esterno …</p>
<p>—</p>
<p>n.d.t.: Traduzione Inglese-&gt;Italiano di Fabio Pedrazzoli</p>
<p>L’articolo in lingua originale e’ disponibile a questo url: <a href="http://wheelersystema.com/537/why-systema">http://wheelersystema.com/537/why-systema</a></p>
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		<title>Fiocco azzurro in casa Granone</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 20:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tantissimi auguri a Daniele  Granone per la nascita di Filippo, le  più vive felicitazioni dalla redazione di Aikidoedintorni Magazine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/08/fiocco.jpg" alt="" /><br />
Tantissimi auguri a Daniele  Granone per la nascita di Filippo, le  più vive felicitazioni dalla redazione di Aikidoedintorni Magazine.</p>
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		<title>SCOPERTA LA SEMAFORINA E3, LA MOLECOLA CHE REGOLA LE METASTASI</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 19:52:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[melanoma]]></category>
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		<description><![CDATA[  Una molecola chiamata semaforina E3 regola la produzione di metastasi da parte di alcuni tumori, e se la si inibisce si puo&#8217; evitare che il cancro si diffonda nell&#8217;organismo. Lo ha scoperto uno studio dell&#8217;Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino) pubblicato dal Journal of Clinical Investigation. Le semaforine sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">  Una molecola chiamata semaforina E3 regola la produzione di metastasi da parte di alcuni tumori, e se la si inibisce si puo&#8217; evitare che il cancro si diffonda nell&#8217;organismo. Lo ha scoperto uno studio dell&#8217;Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo (Torino) pubblicato dal Journal of Clinical Investigation.<span id="more-1734"></span> Le semaforine sono una grande famiglia di molecole che regolano la migrazione delle cellule. In precedenti studi il gruppo piemontese guidato da Luca Tamagnone ha scoperto che anche i tumori hanno le proprie semaforine, che a loro volta sono coinvolte nella produzione delle metastasi. I ricercatori hanno rilevato che quando la semaforina E3, e&#8217; particolarmente abbondante nei tumori questi sono particolarmente invasivi e formano metastasi. Secondo lo studio questa particolare semaforina e&#8217; un ottimo indicatore della possibilita&#8217; di avere metastasi per il melanoma e per il tumore del colon retto e sono gia&#8217; in sperimentazione dei farmaci in grado di bloccarne l&#8217;azione agendo su alcune proteine che prendono parte al suo meccanismo di azione.</p>
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		<title>DAL MINISTERO DELLA SALUTE UNA NUOVA ORDINANZA CONTRO I MASSAGGI ABUSIVI IN SPIAGGIA</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 20:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[infezioni cutanee]]></category>
		<category><![CDATA[massaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato una nuova ordinanza contenente misure &#8216;per la tutela dell&#8217;incolumita&#8217; pubblica dal rischio derivante dall&#8217;esecuzione di massaggi lungo i litorali&#8217;, al fine di prevenire effetti pericolosi che possono essere originati dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti ambulanti , di prestazioni presunte estetiche o terapeutiche. In particolare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato una nuova ordinanza contenente misure &#8216;per la tutela dell&#8217;incolumita&#8217; pubblica dal rischio derivante dall&#8217;esecuzione di massaggi lungo i litorali&#8217;, al fine di prevenire effetti pericolosi che possono essere originati dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti ambulanti , di prestazioni presunte estetiche o terapeutiche. In particolare, l&#8217;ordinanza prevede il divieto di offrire a qualsiasi titolo prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti, al fine di salvaguardare la salute dei cittadini. <span id="more-1733"></span>Le misure adottate nell&#8217;ordinanza sottolineano in tale contesto l&#8217;assenza dei requisiti di legge sia per quanto concerne gli esecutori di massaggi abusivi a pagamento, che per quanto concerne l&#8217;inappropriatezza dei luoghi. Inoltre l&#8217;ordinanza prevede che i gestori pubblici o privati, sono tenuti a segnalare alle competenti autorita&#8217; ogni violazione della presente ordinanza.<br />
Il Sottosegretario alla salute Francesca Martini ha in particolare sottolineato che &#8220;l&#8217;assenza di specifico igiene delle mani puo&#8217; essere veicolo di trasmissione di infezioni cutanee e l&#8217;utilizzo di oli, pomate ed altri prodotti di ignota provenienza potrebbero generare fenomeni di reazioni allergiche e fotosensibilizzazione della pelle esposta ai raggi solari&#8221;. &#8220;Sottolineo inoltre &#8211; ha concluso Martini &#8211; che esistono patologie, in particolare dell&#8217;apparato vasculo-linfatico e osteoarticolare, che possono avere complicanze a seguito di interventi non tecnicamente adeguati&#8221;. </p>
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		<title>DALL&#8217;INGHILTERRA PASSI IN AVANTI NELLA RICERCA SULLE STAMINALI CARDIACHE</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 20:21:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News from world]]></category>
		<category><![CDATA[cellule cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali]]></category>
		<category><![CDATA[infarto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Imperial College di Londra ha messo a punto delle innovative tecniche per identificare e poi purificare le cellule staminali cardiache che possono dare origine a cellule del cuore che battono. Lo riporta un articolo pubblicato sul notiziario Cordis. I ricercatori, coordinati da Michael Schneider, hanno individuato le cellule in questione nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Imperial College di Londra ha messo a punto delle innovative tecniche per identificare e poi purificare le cellule staminali cardiache che possono dare origine a cellule del cuore che battono. Lo riporta un articolo pubblicato sul notiziario Cordis. I ricercatori, coordinati da Michael Schneider, hanno individuato le cellule in questione nei topi, e anche se gli indicatori di identificazione sono molto diverse nelle cellule umane, sono stati in grado di trasferire il metodo dai topi all&#8217;uomo. Tali cellule che hanno tre caratteristiche importanti: sono staminali, <span id="more-1732"></span>attivano il giusto meccanismo molecolare al fine di diventare muscolo cardiaco o vaso sanguigno e non hanno ancora una delle caratteristiche fondamentali del muscolo cardiaco o dei vasi sanguigni, come la produzione di miosina cardiaca. Il passo successivo e&#8217; quello di sviluppare ulteriormente la tecnica in modo che possa essere utilizzata per tutta la catena di azioni necessarie per riparare i danni: l&#8217;estrazione, la purificazione e la moltiplicazione in clinica.<br />
Il gruppo sta utilizzando la robotica avanzata e la microscopia automatizzata per identificare i metodi piu&#8217; efficaci per la coltura delle cellule e per trasformarle in muscolo cardiaco.<br />
L&#8217;Unione europea sostiene la ricerca tramite il progetto Cardiocell, Development of cardiomyocyte replacement strategy for the clinic, finanziato nell&#8217;ambito del tema &#8216;Salute&#8217; del 7° PQ. </p>
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		<title>Palermo 17-07-10, stage di aikido</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ermanno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stage di aikido Palermo 17-07-10 Christian Tissier shihan dir. tecnico Ado-Uisp Palazzetto Palauditore via Leonardo da Vinci 635 Palermo 10,00 : 11,30 aikido 11,30 : 12,30 ken 15,30 : 17,00 aikido clicca per la locandina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/07/tissiersensei.jpg" alt="" width="269" height="82" /><br />
Stage di aikido<br />
Palermo 17-07-10<br />
Christian Tissier shihan<br />
dir. tecnico Ado-Uisp</p>
<p>Palazzetto Palauditore<br />
via Leonardo da Vinci 635 Palermo</p>
<p>10,00 : 11,30 aikido<br />
11,30 : 12,30 ken<br />
15,30 : 17,00 aikido</p>
<p><a href="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/07/stageaikidotissier20100717.pdf" target="_blank">clicca per la locandina </a></p>
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		<title>SCOPERTO UN INTERRUTTORE MOLECOLARE CHE SPEGNE IL DIABETE</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 13:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Un pool di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma ha individuato un interruttore molecolare che impedisce la comparsa del diabete. Si tratta di un gene dell’invecchiamento che “codifica” per la proteina p66, scoperto alcuni anni fa da altri ricercatori italiani. Se gli stessi risultati saranno riprodotti sull’uomo, forse p66 potrebbe divenire un’arma potentissima contro una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Un pool di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma ha individuato un interruttore molecolare che impedisce la comparsa del diabete. Si tratta di un gene dell’invecchiamento che “codifica” per la proteina p66, scoperto alcuni anni fa da altri ricercatori italiani. Se gli stessi risultati saranno riprodotti sull’uomo, forse p66 potrebbe divenire un’arma potentissima contro una delle epidemie del XXI secolo. La scoperta è frutto del lavoro scientifico condotto dall’equipe di guidata dai ricercatori Giovambattista Pani e Tommaso Galeotti dell’Istituto di Patologia Generale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma.<span id="more-1727"></span> Il lavoro, cui hanno contribuito anche l’Istituto di Fisica e l’Istituto di Biochimica della Cattolica di Roma ha visto impegnati per diversi anni anche due giovani dottorandi di ricerca presso l’istituto di patologia generale dell’Ateneo del Sacro Cuore, Sofia Chiatamone Ranieri e Salvatore Fusco. La ricerca, che viene pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences USA (PNAS)” ed è stata sostenuta da un finanziamento della European Association for the Study of Diabetes (EASD), contribuisce a decodificare il misterioso filo rosso che lega alimentazione, metabolismo e invecchiamento. L’interruttore p66shcA è una molecola già resa famosa da un altro gruppo di ricerca italiano, quello del professor Piergiuseppe Pelicci dell’IEO di Milano, che qualche anno fa ha dimostrato come tale proteina limitasse la durata della vita e favorisse l’invecchiamento degli animali attraverso la produzione di un eccesso di radicali dell’ossigeno.  “Partendo da questa osservazione, il nostro studio arriva ad una conclusione diversa”, ha spiegato il ricercatore della Cattolica Giovambattista Pani: “p66shc agirebbe da ‘sensore’ dei nutrienti, favorendo non solo l’accumulo di grasso nelle cavie, ma anche e soprattutto l’insorgenza di iperglicemia e diabete. Infatti, topi obesi in cui questa proteina viene messa “KO” sono molto meno suscettibili allo sviluppo della malattia rispetto a topi obesi che però hanno p66shcA funzionante”.<br />
Inoltre i topolini senza p66, benché obesi, vivono anche più a lungo, a conferma del ruolo già noto di p66 nell’invecchiamento. “Dunque”, ha continuato il ricercatore Pani, “p66shcA accorcia la vita, non solo attraverso il meccanismo dello stress ossidativo (come scoperto in precedenza all’IEO), ma anche informando le cellule, soprattutto quelle adipose, della presenza di un eccesso di cibo da assimilare”. “L’eliminazione di p66shc ricrea una situazione simile alla carenza di cibo o alla restrizione calorica, anche se gli animali continuano a mangiare a volontà”, ha precisato Pani. “Bloccando p66”, ha sottolineato Pani, “si possano quindi ‘ingannare’ le cellule facendo loro percepire meno cibo di quello che si è realmente mangiato”. Ma attenzione, perché il blocco di p66 non preverrebbe tanto l&#8217;accumulo di grasso, ma solo le sue conseguenze negative sulla salute e la longevità. Le osservazioni dei ricercatori della Cattolica aprono alla possibilità di utilizzare p66shc come bersaglio molecolare per nuove terapie contro il diabete.</p>
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		<title>Tamura Sensei ci ha lasciati</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 12:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo dell&#8217;Aikido viene colpito da una grave perdita con la morte del Maestro Tamura  Uchi-deshi  del Fondatore O Sensei Ueshiba Morihei. La redazione esprime a nome di tutti il proprio sentito cordoglio.  Tamura Nobuyoshi Sensei è nato ad Osaka il 2 Marzo 1933. Figlio di un maestro di Kendo, alla morte del padre è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://www.aikidoedintorni.com/wp-content/uploads/2010/07/tamura-sensei.jpg" alt="" width="267" height="124" /><br />
Il mondo dell&#8217;Aikido viene colpito da una grave perdita con la morte del Maestro Tamura  Uchi-deshi  del Fondatore O Sensei Ueshiba Morihei. La redazione esprime a nome di tutti il proprio sentito cordoglio.  Tamura Nobuyoshi Sensei è nato ad Osaka il 2 Marzo 1933. Figlio di un maestro di Kendo, alla morte del padre è entrato nel dojo di O&#8217;Sensei Ueshiba, nel 1953, come uchideshi &#8211; ovvero come allievo interno, praticando e vivendo nel dojo di Tokyo, l&#8217;attuale Aikikai Hombu Dojo.<span id="more-1726"></span> Tra gli uke preferiti di O&#8217;Sensei, Tamura ha vissuto 10 anni con la famiglia Ueshiba prima che gli fosse affidato il compito di partire quale rappresentante dell&#8217;Aikido in Francia. Così, nel 1964, sposo novello insieme con la giovane moglie Rumiko &#8211; anch&#8217;ella allieva di Ueshiba, ha concluso il suo viaggio di nozze sbarcando a Marsiglia. Da allora il Maestro Tamura non ha smesso di insegnare e di divulgare l&#8217;Arte.. E&#8217; stato  il responsabile per l&#8217;Europa dell&#8217;Aikikai del Giappone (Zaidan Hojin Aikikai) ed  il direttore tecnico della Federation Française d&#8217;Aikido et de Budo (FFAB-Aikikai de France), una delle più grandi federazioni di Aikido del mondo. Ha fondato e diretto lo Shumeikan Dojo di Bras, situato nei pressi della sua residenza, nell&#8217;entroterra provenzale. Ai vertici dell&#8217;Arte, Tamura Sensei ha svolto seminari in tutto il mondo Ha scritto diversi libri sull&#8217;Arte: &#8220;Aikido&#8221;, &#8220;Tradition et étiquette&#8221; e &#8220;Méthode nationale&#8221;. <br />
 </p>
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