L’Aikido ed i diversamente abili: I nuovi guerrieri invincibili

L’Aikido, riassumendo alcune parole del Fondatore, è un dono per l’umanità e dovrebbe essere manifestato in ogni corpo e mente, ignorando ogni confine o barriera tra le persone che lo praticano. Effettivamente in questi ultimi anni ha avuto una notevole diffusione in tutto il  mondo ma purtroppo poco è stato fatto nella direzione delle persone diversamente abili.  L’idea di insegnare a questa categoria di promettenti guerrieri mi è venuta dieci anni fa leggendo un libro dove l’autore, un insegnante di Ki-Aikido, discuteva a proposito del suo lavoro con queste persone. Ho riflettuto sul fatto che l’Aikido mi stava dando tanto dal punto di vista della crescita personale e non trovavo giusto che persone con abilità diverse dalle mie non potessero accedere a questa magnifica arte marziale. Purtroppo data la mia giovane età e la mia poca esperienza nell’Aikido ho dovuto attendere per affrontare con competenza un argomento tanto delicato quanto complesso e nel frattempo mi sono dedicato allo studio dell’Aikido sotto la guida del Maestro Fausto De Compadri e all’insegnamento. Nella primavera del 2008 sono andato alla ricerca di un istituto che rispondesse alle mie esigenze, ossia che ospitasse delle persone con disabilità mentali/fisiche che comunque permettessero una  ragionevole mobilità (sindrome di down, distrofia muscolare in stadio non troppo avanzato, ritardo mentale medio/basso o lievi problemi visivi/uditivi), in modo da iniziare ad addentrarmi gradualmente in questo ambiente cosi complesso. Il “Piccolo Rifugio” di Vittorio Veneto, settore femminile, ha accolto con grande entusiasmo la proposta ed entro breve il progetto verrà esteso alla controparte maschile. Tutto questo è stato possibile grazie all’intervento dell’ASD Judo-Aikido Vittorio Veneto – di cui il Maestro Gianpietro Vascellari è il presidente – presso il comune di Vittorio Veneto che si è dimostrato favorevole all’iniziativa, offrendo il proprio supporto. Presto l’attività sarà riconosciuta anche dalla FIJLKAM. La parola d’ordine alla base dell’allenamento è “divertimento” e l’approccio sembra funzionare tant’è che le sette ragazze che frequentano il corso sono sempre molto entusiaste di iniziare la lezione e questo già da se rappresenta una grande fonte di soddisfazione. Dopo aver ricevuto le schede personali sulle ragazze ed aver fatto una lezione di prova per verificare le loro reali capacità, insieme a Sandro Lucagnano, l’altro insegnante dell’ASD Judo Aikido Vittorio Veneto che insieme a me e Maddalena Neglia segue con grande passione questo progetto, abbiamo iniziato a stabilire un percorso formativo da seguire. Dopo il primo approccio abbiamo constatato che la difficoltà maggiore, come ci aspettavamo, era l’esecuzione delle cadute. Il motivo principale è rappresentato dai dolori alla schiena e da una scarsa muscolatura che da loro difficoltà anche ad alzarsi. Come si sa ogni persona è diversa dall’altra e in questo caso le differenze sono ancora più evidenti e sono date dalle patologie di cui soffrono. Ma noi sappiamo che l’Aikido, la via dell’Armonia, si può adattare ad ogni individuo e con un po’ di pazienza, man mano che si procedeva con il lavoro, abbiamo gestito le situazioni in modo diverso. Facciamo iniziare sempre la pratica con il riscaldamento, una corsetta a ritmo non sostenuto seguita da esercizi di ginnastica tradizionale per scaldare i muscoli del corpo. Poi con calma le aiutiamo a sdraiarsi per proseguire con gli esercizi a terra: addominali, rotolamenti, giochi e altri esercizi per rinforzare i muscoli che servono per mantenere una buona posizione. Tutto deve essere fatto con le giuste tempistiche in modo che l’esercizio sia efficace ma anche in modo che non subentri la noia. Finito il riscaldamento le ragazze studiano i movimenti fondamentali dell’Aikido ossia gli spostamenti e le rotazioni. Eseguendoli ad ogni lezione, anche facendo uso di giochi ed esercizi per rompere la routine, abbiamo notato un margine di miglioramento elevato sulle posture e nei movimenti. All’inizio la situazione non era delle più rosee in quanto già il fatto di eseguire un semplice tsugi ashi rappresentava un grosso problema di coordinazione. Ad oggi le ragazze eseguono correttamente tsugi ashi, ayumi ashi, kaiten, tenkan ed irimi tenkan. Non sono state introdotte modifiche nelle posizioni o nei movimenti stessi perchè se questi spostamenti vengono eseguiti ruotando bene l’anca e seguendo gli insegnamenti tradizionali del fondatore, l’asse centrale del corpo risulta sempre ben allineata ed evita i dolori nella zona lombare, quella più problematica. Se le ragazze risultano particolarmente cariche facciamo degli esercizi per farle sfogare: gli atemi accompagnati dai kiai sono lo strumento principale e noi ci trasformiamo nel vero senso della parola in colpitori umani. In base a come impostiamo le mani loro devono eseguire l’atemi più appropriato scegliendo tra tsuki, shomen uchi, yokomen uchi e mae geri. La spiegazione delle tecniche risulta ridotta al minimo in modo che venga memorizzata più la forma che la sostanza. Per il momento credo sia indispensabile farle muovere nelle direzioni giuste richieste dalla tecnica in modo da concentrarsi sulla fluidità dell’esecuzione e sull’istintività della tecnica. A questo proposito abbiamo notato che la memoria muscolare riesce ad acquisire bene la tecnica, molto prima dell’acquisizione mentale. Ad alcune praticanti vengono spiegate le nozioni degli squilibri in modo da dare alla tecnica anche una valenza più marziale. Una cosa che vale la pena chiarire è che dal punto di vista biomeccanico l’Aikido è di una perfezione ineccepibile e non richiede nessuna modifica per quanto riguarda l’esecuzione della tecnica da parte di tori. Per quanto riguarda uke purtroppo il discorso si fa più complesso dati i problemi di muscolatura e di dolori alla schiena. Finché non raggiungeranno un livello soddisfacente di mobilità saremo noi a ricevere le tecniche di proiezione, che alle volte sono eseguite con una potenza che ha dell’incredibile. Il grado di attenzione non è altissimo ed è molto utile studiare le tecniche alternandole con esercizi o giochi propedeutici che permettano loro di prendere famigliarità con i movimenti e far capire quando applicarne uno piuttosto che un altro. Abbiamo lavorato molto sull’iriminage, sullo shihonage e sul kotegaeshi arrivando ad un livello che veramente non ci aspettavamo di raggiungere. Combinando queste tecniche abbiamo iniziato a studiare i kanren waza (tecniche concatenate) e i kaeshi waza (tecniche di risposta) dando loro un’alta libertà di espressione che ha migliorato il senso della distanza nei confronti di uke (ma-ai) e dello spazio che le circonda infondendo un maggior senso di sicurezza. Fa sorridere il modo in cui si correggono tra di loro utilizzando le spiegazioni e le nozioni che abbiamo appena spiegato.
Che dire, questa è un’esperienza molto positiva sia a livello personale che a livello aikidoistico. Allenarsi è la base per diventare dei buoni aikidoka e questo vale per tutti. Noi dobbiamo essere fedeli all’insegnamento tramandato ma dobbiamo essere creativi nel modo di diffonderlo, a seconda del tipo di allievi che abbiamo di fronte e lavorare con persone con limitazioni mentali/fisiche ci obbliga a cercare continuamente un modo più semplice ed efficiente di spiegare ed allenare. Vale la regola che se una persona si annoia non potrà concentrarsi efficacemente. L’Aikido è un sistema cosi ricco e vario che uno può annoiarsi solo se questo viene trattato in modo non consono rispetto a chi abbiamo di fronte. E’ compito di ogni maestro non solo trasmettere le conoscenze, ma far si che queste vengano impresse nel profondo dei propri allievi. I risultati sono stati promettenti e molto gratificanti, e mentre le lezioni si susseguivano, a poco a poco erano loro ad insegnare a noi e non noi a loro. Ci hanno dimostrato che i veri Guerrieri Invincibili non sono quelli che sconfiggono decine di avversari ma chi ha la forza di andare avanti nonostante le difficoltà che si possono incontrare lungo il cammino della Vita. Ci hanno insegnato che l’Aikido può veramente essere uno strumento superiore per aiutare le persone e che non esiste un solo approccio allo studio della Via. L’Aikido è uno ma esistono molti modi per raggiungere la cima della montagna che tutti bramiamo. Nessuno sa cosa si celi oltre le nubi che nascondono la vetta, ma io credo che ci sia un luogo dove tutti possono praticare l’Aikido senza differenze.

                                                                                                    Luca Gri

Link dove si parla di noi:

http://www.aikidovittorioveneto.it/?q=node/89
http://www.aikidovittorioveneto.it/?q=node/92
http://aikime.blogspot.com/2009/02/aiki-messaggi-innovativi-1-laikido-e-la.html
http://www.aikidoedintorni.com/news/aikido-al-piccolo-rifugio/
http://www.oggitreviso.it/aikido-con-disabili-vittorio-pioniera-italia-12434
http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Veneto/Il_Punto/info-277864920.html
http://carta.ilgazzettino.it/LeggiGiornale.php?TipoVisualizzazione=1&CodSigla=TV&NumPagina=16&AnnoPagina=2009&MesePagina=01&GiornoPagina=24
Altri (basta cercare “disabili aikido vittorio veneto” con google)



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