08- V kyu, riflessioni sull’Aikido: Raffronti con il passato

Lo studio di quest’arte si svolge in diversi modi: è fondamentale praticare costantemente credendo in ciò che si fa e rispettando il lavoro degli altri. Oltre alla pratica è fondamentale studiare e leggere molto libri sulla cultura orientale e sulle origini dei samurai. Questa seconda fase della preparazione di un aikidoka è fondamentale quanto la prima, perché cementa le basi di uno studio effettuato nel dojo. Capire la cultura nipponica e degli antichi samurai, rende, a mio parere, più semplice la comprensione di molti movimenti, che senza questi approfondimenti, risulterebbero assurdi e senza una spiegazione logica. Ad esempio lo studio dei kata di base e delle tecniche di neutralizzazione si impostano maggiormente su delle prese.

Moltissimi praticanti, (me compreso) agli inizi della propria carriera, non si spiegano il perché delle prese, definendole strane ed inefficaci. Il più delle volte ci si domanda chi mai incomincerebbe un attacco afferrando il polso del proprio avversario. Questa frase fonda in una ignoranza giustificata, che non permette di conoscere la reale verità. I samurai anticamente combattevano con le armi, armi corte e armi lunghe, bastoni e coltelli. L’unico modo per evitare che un guerriero estraesse la spada per poi colpire era quello di afferrargli il polso in modo da impedirgli il movimento di estrazione dell’arma. Da questo nascevano tutte le tecniche di neutralizzazione Aiki.

L’Aikido praticato attualmente è del tutto differente da quello applicato in battaglia dai samurai. Per prima cosa è importante sottolineare che l’Aikido pur se disciplina filosofica, è nata da una idea di difesa e per uccidere in battaglia; non ci dimentichiamo che quest’arte è la semplice evoluzione del combattimento armato dei samurai. Quindi anche essa, come del resto molte altre arti marziali, contengono diversi fattori di violenza. La differenza tra i due modi di praticare è semplice ed evidente; l’antico Aikido si basava sulla sopravvivenza, mentre l’Aikido attuale si pratica per arricchire il nostro spirito e la nostra vita.

Da questa prima differenza ne susseguono delle altre, ma sempre legate alla situazione storica; infatti anticamente essendo costretti a difendere la vita, molti principi venivano trascurati, mentre venivano studiati prevalentemente quelli più efficaci. Oggi si studiano allo stesso modo entrambi i principi, in modo da avere una preparazione completa ed uniforme. Un aikidoka quindi, senza una adeguata cultura, o anche senza una adeguata preparazione costante, può considerarsi non completo. Un vero aikidoka si può considerare tale quando il corpo e lo spirito si fondino assieme, emanando una tale armonia da sconfiggere ed oltrepassare ogni male. L’efficacia dell’Aikido viene riscontrata non solo nella capacità di sapersi difendere, ma soprattutto nella formazione spirituale che il praticante acquisisce nel corso della sua carriera.

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