Analisi dell’allievo (MdD)

Il corpo non può mentire. Molto spesso l’esistenza di una serie di patologie psicologiche può venire occultata da una capacità dell’individuo di gestire le proprie relazioni da un punto di vista esclusivamente verbale. Quando però ci troviamo nella condizione di dover agire sulla personalità del soggetto dobbiamo essere in grado di superare tutta una serie di barriere che ci separano dalla sua sfera di intimità. E’ chiaro che un passo importante consiste nel guadagnarsi la fiducia della persona, sia essa paziente o allievo, in modo che spontaneamente vengano messi da parte i suoi Meccanismi di difesa (MdD) ed egli possa così aprirci le porte del suo inconscio. Il più delle volte, però, sopratutto quando il rapporto si limita a due sedute settimanali, è necessario sapere chiaramente dove agire al fine di ottenere un risultato in un tempo fruibile.

Per Meccanismi di Difesa intendiamo quella serie di comportamenti, appresi o innati, che vengono attivati, in genere inconsciamente, in risposta ad uno stimolo di pericolo o stress psichico proveniente dall’esterno.

Nell’insegnamento delle Arti Marziali,intese come mezzo di sviluppo di una coscienza propriocettiva ed estrocettiva che  contribuisca ad arricchire la capacità di comunicazione, e quindi di relazione, con gli altri, i MdD che più frequentemente ci si trova ad affrontare, sono:

IDEALIZZAZIONE: E’ il processo per il quale il discente attribuisce caratteristiche estremamente positive al docente. Si incorre nel pericolo di creare una semplice copia di se stessi, incapace di esprimersi attraverso le conoscenze ottenute se non per imitare l’insegnante. A tal proposito i monaci buddisti insegnano :” Se incontri il tuo Budda, uccidilo!”

DISSOCIAZIONE: In situazione di stress, l’allievo è incapace di conservare una coordinazione psico-motoria che gli consenta una reazione immediata. Tutta la sua attenzione viene assorbita su un piano strettamente fisico o mentale. Il pericolo è che, in conseguenza ad uno stimolo esterno, egli non sia in grado di rispondere affatto o di rispondere in maniera appropriata.

DINIEGO: Il praticante non riconosce aspetti della realtà che sono, invece, evidenti per gli altri. L’ incapacità di osservare una situazione obbiettivamente diventa, nell’allenamento, incapacità di autovalutazione e, quindi, impossibilità di correggersi dinanzi ad un errore.

Fabio Branno



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