Fausto De Compadri

Inizia lo studio dell’Aikido sotto la guida del Maestro Motokage Kawamukai, nell’anno 1965. Nello stesso anno diventa allievo del Maestro Hiroshi Tada. Acquisisce il grado di SHO DAN nell’Agosto del 1968, divenendo così una delle prime quattro cinture nere di Aikido in Italia. Da Tada Sensei ottiene, poi il grado di NI DAN nel 1970; il grado di SAN DAN nel 1974; il grado di YON DAN nel 1980.
Nel 1985 comincia a seguire gli insegnamenti di Morihiro Saito Sensei il quale, nel 2000, gli conferisce il grado di GO DAN AIKIKAI. Sempre nel 1985 diviene allievo del Maestro Paolo Nicola Corallini, fedelissimo discepolo del Maestro Saito, nonché fondatore e Presidente della
*Takemusu Aikido Association Italy (T.A.A.I.). Di tale associazione è attualmente Vicepresidente. Nel 2005 lo stesso Maestro Corallini gli conferisce il grado di ROKU DAN di Takemusu Aikido.
E’ stato insignito della Stella di Bronzo al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (C.O.N.I.) e della Medaglia d’Onore al Merito Sportivo della Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali (F.I.J.L.K.A.M.). E’ componente della Commissione Nazionale di Aikido della F.I.J.L.K.A.M. affiliata al C.O.N.I.
Nel Marzo del 2006 il Presidente della F.I.J.L.K.A.M. gli ha conferito il grado di 7° DAN “quale riconoscimento della pluridecennale e meritoria opera” svolta in favore dell’Aikido italiano e “in considerazione delle tante e particolari benemerenze acquisite attraverso il sempre costante e qualificato impegno dimostrato per lo sviluppo tecnico e la diffusione dell’Aikido”.
Dal mese di Giugno del 2006 gli è stata affidata la Direzione Tecnica del Settore Aikido della F.I.J.L.K.A.M.
Nel mese di Febbraio 2007 la F.I.J.L.K.A.M. gli ha conferito l’incarico di Presidente della Commissione Nazionale per il Settore Aikido.

Il maestro Fausto De Compadri anima dell’Aikido Vittorio Veneto
Non ho mai trovato semplice definire un “Maestro”, anche perché questa figura specialmente al giorno d’oggi ha assunto le più diverse connotazioni, con abbinamenti spesso limitati alla sola abilità tecnica o a quella scientifica. Nelle arti marziali e nell’Aikido in particolare, questa parola ha invece conservato un valore diverso e più profondo, all’interno del quale il Maestro non è solo un abile tecnico, ma anche un vero e proprio esempio di virtù personali, a cui tutti dovrebbero cercare di tendere. Il caso del Maestro Fausto De Compadri è stato per me emblematico, anche perché in tanti anni vissuti in un mondo sportivo più o meno vicino alle arti marziali, non mi era mai capitato di incontrare una persona così vicina alla figura ideale del “grande Maestro”. Detta così, questa semplice parola può forse ingannare e far venire alla mente le figure muscolose e prestanti viste in tanti film. Al contrario, nel nostro caso stiamo parlando di un distinto signore dall’apparenza più che mai normale. Sempre gentile, garbato e sorridente il Maestro De Compari è in realtà una vera e propria roccia, che affonda le sue radici su solidi principi tecnici quando si parla di Aikido e altrettanto forti principi morali, quando si parla dei mille problemi della vita. La sua grande forza interiore non viene però mai esternata, se non quando serve a dimostrare i principi in cui crede. Se, ad esempio, tutti noi a volte siamo tentati fra “l’essere e l’apparire” lui non ha dubbi in merito e lo si capisce subito dalla sua grande modestia in ogni comportamento. Nonostante ciò, il suo esistere è “fluido, morbido ed estremamente efficace” come le tecniche di Aikido. Riuscire infatti ad applicare nella vita come in certe arti marziali il principio della “flessibilità”, accompagnata dalla “massima efficacia col minimo sforzo” non è poi cosa così facile, mentre a lui riesce semplice e naturale. Quando spiega è infatti capace di analizzare a lungo e in ogni dettaglio i movimenti di una tecnica riuscendo poi con altrettanta abilità ad eseguirla in modo fulmineo. Sempre cortese e disponibile nello spiegare i primi rudimenti dell’Aikido ai principianti è altrettanto raffinato nell’illustrare le tecniche ad alto livello dei più esperti. Nonostante ciò non è mai pago delle proprie conoscenze e cerca continuamente di migliorare se stesso e chi gli sta accanto. Alla fine la sua più grande soddisfazione
è quella di dare agli altri quel pozzo infinito di conoscenze che possiede, tanto che le sue lezioni si sa con esattezza quando iniziano (oltre ad essere puntualissimo spesso e volentieri parte con largo anticipo), ma difficilmente quando finiscono. Preso infatti dalla gioia di spiegare e dimostrare, dimentica spesso (e fa dimenticare a chi lo segue) tempo e fatiche. Fuori del “tatami” (materassino per la pratica dell’Aikido), è sempre pronto ad offrirti aiuto e consigli, spinto sempre da sentimenti di affetto e mai da interessi personali. Nonostante i limiti di spazio, penso che questa breve descrizione di Fausto De Compadri possa aver dato un’idea di cosa sia un vero “Maestro” e di quanto mi ritenga fortunato sia di averlo conosciuto, oltre 10 anni fa, che di averlo avuto come insegnante mio e di tutti gli aikidoka vittoriesi. Al momento il Maestro De Compari è “solo” cintura nera 7° dan ed il numero 1 in Italia per il settore Aikido della Federazione Italiana Judo Lotta Karate ed Arti Marziali (FIJLKAM).

Abitando a Mantova non può ovviamente venirci a trovare molto spesso, ma in compenso sono gli aikidoka vittoriesi che vanno a fargli visita. In ogni caso, al Judo-Aikido Vittorio Veneto il Maestro Fausto De Compari è sempre presente attraverso l’insegnamento dei suoi allievi, già cinture nere 3° dan Luca Gri e Sandro Lucagnano senza dimenticare il bravo 2° dan Daniele Dei Tos.

Gianpietro Vascellari

* Con il termine “Takemusu Aikido” si intende l’Aikido tradizionale del Fondatore, O’ Sensei Morihei Ueshiba, come ci è stato tramandato da Morihiro Saito Sensei. Ha il significato di “sorgente inesauribile di tecniche di Aikido” e definisce la condizione nella quale le tecniche scaturiscono naturalmente, senza fine, come risultato dello studio dei principi dell’Aikido, una condizione, cioè, in cui è possibile l’esecuzione di un’infinità di tecniche nel modo più consono alle circostanze nelle quali ci si trova. Secondo la filosofia di O’ Sensei, l’Aikido tende ad uno sviluppo spirituale dell’individuo attraverso l’acquisizione di tecniche difensive. Non si tratta di proteggersi ferendo gli altri ma, piuttosto, di armonizzarsi con loro. Durante un confronto fisico l’ideale per un praticante esperto di Aikido è il controllo e la neutralizzazione dell’aggressore, cercando di evitare di procurargli ferite o traumi. In buona sostanza nell’Aikido non c’è mai volontà di sopraffazione. Al di là delle evidenti diversità tecniche, l’Aikido differisce da altre Arti Marziali per il fatto che è esclusivamente un’Arte di difesa. L’Aikido non prevede tecniche di attacco, rivelando in ciò i suoi principi filosofici ed etici, mentre le altre discipline marziali possiedono sia tecniche difensive che offensive. Alcune di queste discipline poi, come il Judo o il Karate, hanno privilegiato l’aspetto sportivo della pratica, assente nell’Aikido. Un’Arte Marziale che quindi, per le sue caratteristiche, si adatta al singolo individuo, uomo o donna, senza limiti di età o di condizione fisica.



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