NIENTE PIU’ ACQUA AI PALESTINESI, PER ONU E’ “INQUIETANTE”

(AGI) – New York, 27 ott. – L’Onu ha definito “inquietante” il rapporto di Amnesty International nel quale si accusa Israele di aver negato ai palestinesi il diritto all’accesso “libero e adeguato” all’acqua potabile. La portavoce delle Nazioni Unite, Michele Montas, ha detto che i rappresentanti dell’organismo nella regioni sono a conoscenza dei gravi problemi legati alla distribuzione dell’acqua e che il tema e’ costantemente oggetto di negoziato con le differenti autorita’ della zona. “Voglio ricordare che i palestinesi condividono con i loro vicini il diritto all’acqua potabile e alla sua distribuzione equa”, ha detto Montas, rispondendo a una domanda sul rapporto diffuso dall’organizzazione dei diritti umani. Secondo il rapporto, Israele ha tagliato l’acqua ai palestinesi nei territori occupati e il sistema di depurazione nella Striscia di Gaza e’ “a un punto di crisi”. In una relazione di 112 pagine, l’organizzazione ha calcolato che il consumo medio giornaliero d’acqua dei palestinesi e’ di circa 70 litri al giorno, contro i 200 degli israeliani. E in alcuni casi, ha denunciato Amnesty, non si arriva ai 20 litri giornalieri, la minima quantita’ prevista in caso di emergenza umanitaria. Contemporaneamente alcuni coloni israeliani godono di piscine e giardini lussureggianti nelle proprie abitazioni.  Lo Stato ebraico ha smentito la notizia, controbattendo che i palestinesi in realta’ hanno piu’ acqua di quanto sia stato stabilito nell’accordo di pace del 1990.



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