Visioni giapponesi: 2 anni dal disastro nucleare di Fukushima – Bolzano

visioni-giapponesi
Visioni giapponesi: 2 anni dal disastro nucleare di Fukushima – Bolzano
Iniziativa patrocinata dal Consolato Generale del Giappone a MilanoVisioni è un approfondimento su un territorio, una fotografia su una realtà del mondo attraverso le espressioni artistiche e gli incontri.A marzo 2013 si celebrerà il secondo anniversario della tragedia nucleare di Fukushima: era venerdì 11 marzo 2011, quando un terremoto di magnitudo 9 e uno tsunami di 13 metri colpirono le coste nord occidentali del Giappone causando migliaia di morti e danni incalcolabili. Il muro d’acqua che si abbattè sulla centrale causò lo spegnimento dei sistemi di raffreddamento dei reattori innescando così la fusione e il rilascio di sostanze radioattive. Per ricordare il disastro di Fukushima e fare una riflessione sul nucleare e tutti i temi ambientali che ne conseguono organizzeremo una serie di iniziative:

PROGRAMMA:

Dal 13 al 27 marzo presso il Foyer del Comune di Bolzano (Vicolo Gumer 7)

Mostra fotografica sulla ricostruzione post terremoto del Giappone Orientale.

La mostra è messa a disposizione dal Consolato Generale del Giappone a Milano.

14 MARZO ORE 21.00 presso il Pippo (Parco Petrarca 12) proiezioni dei documentari „Into Eternity“ e “Tohoku Reconstruction” (lingua inglese)

Into eternity documentario del 2009 che ha chiuso il 17 aprile scorso il festival pordenonese Le voci dell’inchiesta. Il regista danese Michael Madsen ci porta in un’isola della Finlandia dove si trova Onkalo (letteralmente: nascondiglio), guidandoci all’interno di un labirinto sotterraneo destinato a essere deposito permanente delle famose scorie. Ancora in costruzione, nel 2100 Onkalo sarà completato e infine tappato dal cemento per far sì che il proprio contenuto non possa nuocere fintanto che verrà considerato un pericolo per la vita, un lasso di tempo stimato in almeno 100mila anni. Ma Onkalo o, più in generale, l’idea di stoccare le scorie sottoterra – data l’evidente instabilità della superficie della crosta terrestre e di quelle che vengono definite “intrusioni umane” (come le due recenti guerre mondiali) – rappresenta davvero una possibile soluzione?“Tohoku Reconstruction” approfondimento dedicato al tema della ricostruzione. Dura circa 16 minuti, e si sviluppa con 4 appronfondimenti intitolati:

Tohoku’s Eco-friendly Reconstruction

Geothermal Energy in Japan
Pioneering Disaster Technology
New National Park for Sanriku

15 MARZO ORE 18.30 presso il Cafè & Bar Aretè (Piazza Parrocchia 22) Aperitivo con la scienza: “La prospettiva di un mondo senza il nucleare” con la partecipazione di Mirco Elena (Università di Trento), Antonio Zecca (Università di Trento) e Matteo del Buono (Eurac)

L’iniziativa è sostenuta dall’Associazione Legambiente Bolzano

A seguire buffet di specialità orientali

Mirco Elena è fisico, ricercatore, giornalista pubblicista dagli interessi interdisciplinari, si è occupato professionalmente di scienza dei materiali e di pace. E’ autore di articoli specialistici, curatore e autore di libri e traduttore. Ha un’esperienza quasi quarantennale di divulgazione scientifica, sia tramite incontri pubblici sia con articoli su riviste e quotidiani, nonché con programmi radiotelevisivi. Responsabile della sezione trentina dell’Unione degli scienziati per il disarmo (USPID) e direttore dell’Ufficio di Trento di ISODARCO (Scuola internazionale sul disarmo e la ricerca sui conflitti), principale iniziativa formativa della sezione italiana delle Pugwash Conferences on Science and World Affairs, insignita nel 1995 del Premio Nobel per la pace. Organizzatore di eventi culturali e convegni nazionali e internazionali, esperto di questioni energetiche. Socio di Cai-Sat, WWF, Legambiente, LAV, fondatore e per molti anni presidente e animatore dell’Associazione astrofili trentini.

Antonio Zecca da oltre 15 anni insegna “Fisica del Clima” presso la Facoltà di Scienze – Università di Trento. Tiene un corso dallo stesso titolo per il Dottorato in Fisica sempre all’ Università di Trento.

Si occupa da decenni di misure di sezione d’ urto di elettroni e positroni collidenti con atomi e molecole di interesse atmosferico.

Nel campo della climatologia si occupa di glaciazioni, dell’ esaurimento delle risorse energetiche e delle conseguenze sulle proiezioni climatiche per il secolo in corso.E’ membro di ASPO Italia.

Ha pubblicato numerosi articoli su quotidiani e periodici. Ha tenuto circa 150 conferenze sul clima e sull’ energetica negli ambienti più disparati.

Matteo del Buono è ingegnere.

Nato nel 1971, studia ingegneria all’Università di Trento e alla Bergakademie di Freiberg in Germania. Dal 2003 lavora come project manager alla SE Project, azienda padovana specializzata nella produzione di impianti fotovoltaici. Nel 2005 contribuisce a fondare la Azimut Photovoltaic Technologies, che segue come responsabile fino al 2007. Terminata la sua esperienza alla Azimut, è approdato all’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’EURAC. Qui è ricercatore senior nel campo dei sistemi fotovoltaici, occupandosi in particolare di supporto alla produzione, monitoraggio dei sistemi e sviluppo di progetti. Attualmente si sta dedicando anche a uno studio di fattibilità per la realizzazione di una linea di riciclaggio di pannelli solari dismessi.

 

 

 



Lascia un Commento


otto − = 2


Parte del materiale e' stato scaricato da internet.
Qualora una o piu' parti ledessero i diritti dei rispettivi proprietari
saremo pronti, dietro segnalazione, a toglierle immediatamente.